Le province, inutili ma sempre più voraci

Qualcuno, ingenuamente, durante la campagna elettorale di cinque anni fa, si era illuso che sarebbero state abolite. E che la loro soppressione avrebbe portato con sé la scomparsa delle odiatissime imposte provinciali sulla trascrizione e sull’assicurazione dei veicoli.

E invece no. Non solo sono non sono state abolite, non solo non sono state accorpate, come aveva trionfalmente annunciato il governo Monti in estate, ma, dopo averla scampata hanno avuto anche la sfrontatezza di aumentare le imposte. All’inizio dell’anno ben sei amministrazioni provinciali italiane (ma nel corso del 2012 diverse altre lo avevano fatto) hanno ritoccato all’insù l’Ipt, l’odiatissima imposta provinciale di trascrizione dei veicoli che già, grazie al federalismo fiscale che l’ha resa proporzionale alla potenza anche nel caso di auto nuove, da quasi un anno e mezzo sta portando un fiume di denaro nelle loro casse.

Ma i soldi, si sa, non bastano mai. Meno male che la legge permette alle amministrazioni di aumentare fino al 30% l’importo base di 3,51 euro/kw. Ad Asti, Chieti, Genova, Pavia, Siena, l’”addizionale” è così passata dal 20 al 30%, sicché l’imposta è salita da 4,21 a 4,56 euro/kw (+8,3%), mentre Vercelli ha arrotondato appena l’aliquota, dal 29 al 30%. Il risultato è che l’incremento massimo è oggi in vigore in 66 province su 110 mentre quello minimo, cioè nessun aumento rispetto alla tariffa base, è rimasto solo ad Aosta, Bolzano, Prato e Trento.

In un panorama tanto sconfortante spicca Ferrara, dove la percentuale di incremento è scesa dal 30 al 15% (e l’imposta è passata da 4,56 a 4,04 euro/kw, l’11,4% in meno). Un segnale che, volendo, si può rinunciare a una piccola parte del maggior gettito che il federalismo fiscale ha concesso alle amministrazioni provinciali, inutili ma sempre più voraci.

L’imposta pretesa e poi temuta

Tutti a targare a Trento. Chi può

 

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21 Commenti


  1. L’esempio di Ferrara è confortante, caro Mario. Purtroppo
    anche il Governo Monti non è riuscito nella “razionalizzazione”
    degli enti pubblici italiani con il dimezzamento delle Province
    previsto nella spending review: ma dare colpa a Monti di questo non
    è del tutto corretto…Io credo che le Province non siano del tutto
    inutili, ma comunque basterebbe l’applicazione della normativa,
    ormai ultradecennale, che prevede l’istituzione delle Città
    metropolitane per rendere del tutto inutili le Province ricomprese
    nelle aree metropolitane gestite appunto da tali Città. È vero che
    le Città metropolitane, ancora non istituite (saranno le seguenti:
    Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Bari,
    Venezia e Reggio Calabria nelle regioni a statuto ordinario; per
    quelle a statuto speciale: Messina, Catania, Palermo e Cagliari),
    dovranno occuparsi di problemi a cui facevano fronte prima i
    singoli Comuni (e non le Province) ricompresi nelle aree
    metropolitane di appartenenza (ad esempio Firenze si occuperà dello
    smaltimento dei rifiuti, della predisposizione di piani regolatori,
    dei trasporti urbani, ecc. di tutta l’area metropolitana
    Firenze-Prato-Pistoia, unica area urbanizzata di oltre un milione e
    mezzo di abitanti, che adesso sono gestiti, con notevole
    inefficienza e frammentarietà, singolarmente da tutti i Comuni
    ricompresi nella suddetta area metropolitana, ma le funzioni delle
    Province di Firenze, Prato e Pistoia in tal modo restano
    immutate…), ma sicuramente questo comporterà un risparmio nella
    spesa pubblica e magari, in futuro, le Città metropolitane
    potrebbero anche assumere le funzioni delle Province (e non solo
    dei Comuni) ricomprese nelle aree metropolitane di appartenenza,
    rendendo perciò inutili tali Province e favorendone automaticamente
    l’abolizione. Pare che le Città metropolitane verranno attuate dal
    1° gennaio 2014 (almeno così è previsto): ma il nuovo Governo avrà
    nulla da obiettare? Cordialmente Salvatore

    • Rileggendo meglio la legge di riforma delle Città
      metropolitane (la legge sulla spending review del Governo Monti) e
      correggendo il mio precedente intervento pare che le Province
      ricomprese nelle aree metropolitane verranno proprio abolite dal 1°
      gennaio 2014: speriamo che ciò faccia ridurre la spesa pubblica e
      diminuisca tutte le imposte provinciali, compresa (per quanto ci
      riguarda più da vicino) la “famigerata” Ipt… Cordialmente
      Salvatore

  2. Errore grammaticale: ho usato il verbo “diminuire” come se
    fosse transitivo… La corretta scrittura è la seguente: “speriamo
    che ciò faccia ridurre la spesa pubblica e diminuiscano tutte le
    imposte provinciali, ecc.” Chiedo scusa Cordialmente
    Salvatore

  3. Il governo passato, quello diretto da Monti, ci si era anche messo di buzzo buono sulla storia delle provincie. Purtroppo ha dovuto annacquare la riforma prima, perché chi sedeva in parlamento erano gli stessi “porcella” che c’erano entrati con le elezioni prima, e poi rinunciarci del tutto, perché il partito responsabile della maggioranza suddetti “porcella”, il caro vecchio PDL, ha provato a fare il doppio gioco. Ma Monti non c’è stato e si è dimesso.
    Quei “porcella” che sono entrati in Parlamento per cortesia delle elezioni che han visto trionfare lei-sa-chi, promettendo l’abolizione di bollo e provincie e poi introducendo il secondo superbollo e maggiorando enormemente l’imposta provinciale.
    Ed il caro vecchio PDL, dopo mesi di inconsistenza, anche finanziaria, ha ritrovato l’unità ma soprattutto i fondi dello stesso lei-sa-chi di prima.
    Quindi le provincie hanno salva la pelle ed un piatto molto più grasso grazie a chi? Non mi pare proprio al governo Monti -certo, deludente sotto praticamente tutti i punti di vista, ma comprensibilmente, data la fauna parlamentare che doveva votare le leggi proposte.
    Quello che mi stupisce non è che le provincie abbiano aumentato l’aumentabile (lode a Ferrara, che ha abbassato una cresta su una tassa, cosa più unica che rara), ma che chi ha reso possibili questi aumenti promettendo l’esatto contrario goda ancora di un consenso percentuale a due cifre.
    Io direi che sarà bene ricordarsi gli ultimii 5 anni di storia, la prossima volta che si deve mettere quella X, al seggio. Se poi si riesce a ricordarsi più anni dei 5 necessari, tanto meglio.

  4. Lo scandalo dell’IPT è la dimostrazione di quanto sia stata gonfiata a dismisura la balla che con l’introduzione del federalismo si sarebbe efficientata tutta la macchina statale e si sarebbero ridotti i costi. Oggi abbiamo enti come le Regioni che sono diventate delle centrali di spesa e di potere incontrollate, con semplici consiglieri che vengono strapagati come fossero giudici di cassazione e Provincie che non si riescono a cancellare per gli interessi luridi della casta. A fare la differenza nella gestione dello Stato sono le persone non i modelli!!

  5. Sono della provincia di Ravenna e qui il massimo della
    tassazione è la normalità. Tutto va bene per far denaro, ma non ci
    sono mai risorse per sistemare le strade sia comunali che
    provinciali, buche e sconnessioni da paura, ma dove vanno a finire
    tutti i soldi che l’auto versa al comune e alla provincia nessuno
    lo sa (che sia un’altro segreto di Fatima). Va a finire che quando
    troveranno il cassetto che li contiene diventeremo tutti
    ricchi(sono un grande ottimista). Saluti a tutti

  6. Che dire, cerco di evitare di entrare in merito alla
    politica ma voglio far presente un altro fatto: da quest’anno, la
    regione in cui vivo, ha deciso di aumentare il bollo auto a tutte
    le vetture. Mi troverò a pagare sui 15-17€ in più (stima fatta
    velocemente). L’IPT proporzionale alla potenza è una delle più
    grandi “minchiate” che potevano essere fatte. Al pari del
    superbollo. Ecco che gli introiti riguardo al lusso diminuiranno
    sempre di più ed a rimetterci saranno solo le persone della ceto
    medio (il ceto basso va a piedi ed il ceto ricco va con targa
    straniera). Riguardo all’abolizione/accorpamento delle province non
    ci avevo mai creduto. Sia mai che venga davvero fatto qualcosa a
    riduzione della spesa pubblica. Ah si, qualcosa hanno fatto: sta
    peggiorando il servizio sanitario. Vabbè, contenti loro… fingiamo
    di essere contenti pure noi.

  7. In tutta onestà io sono contento che non siano sparite le
    province, un po’ meno sono contento del fatto che invece non ci
    siano dubbi sull’utilità delle regioni… Ci si attacca
    all’inutilità delle province e non si vuole ammettere la vera
    utilità delle regioni. Sanità? Basta vedere che l’unica utilità di
    questo ente è privare il cittadino di servizi per far mangiare chi
    le governa (un bel riciclo di soldi, insomma, cosa che nelle
    province succede con molta, ma molta, meno frequenza),
    amministrazione del territorio? Lasciamo perdere, è veramente
    meglio… Sono enti fondamentalmente inutili, affamati di soldi e
    propensi a rubare una quantità di soldi tale che definirla
    vergognosa è solo un eufemismo… Quindi, si, menomale che questo
    (ennesimo) governo di criminali non è riuscito ad alzare le mani
    sulle province, perché anche se “poco utili” sono l’amministrazione
    che comunque più fa fra tutte, e per me è questo che conta.
    Tornando all’IPT… mi sdubbia dare “la colpa” alle province di una
    cosa che sono autorizzate a fare… il problema è l’autorizzazione,
    casomai.

  8. Io vivo attualmente fuori dall’Italia, dove vivo io su
    un’area 7 volte l’Italia ci sono due livelli di governo I Comuni ed
    il governo Statale, e tutto funziona come si deve. Percio e chiaro
    che le province non sono necessarie ed anche le regioni piu piccole
    dovrebbero essere accorpate ormai tutte le potenziali pratiche si
    possono sbrigare tramite Internet, ed i soldi risparmiati
    dovrebbero andare a ridurre deficit e tasse.

  9. - a fronte della voracità/ingordigia degli Enti
    provinciali, la mia risposta è: non compro più automobili con
    potenza superiore alla soglia minima (la vecchia tassa fissa); -
    anzi, fin tanto che l’auto non mi lascia “a piedi” (ovvero diventa
    antieconomica la manutenzione/riparazione), non la cambio
    proprio…

  10. Sono assolutamente contrario all’abolizione delle provincie anche se all’inizio mi sembrava una cosa buona.
    Ho cambiato idea quando ho guardato bene cosa avrebbe comportato (un sacco di problemi e disfunzioni varie) e il fatto che non avrebbero comportato nessun guadagno in termini di risparmio (la maggior parte dei costi sono relativi al personale, alla manutenzione delle strade provinciali e alle scuole: tutte materie, con i relativi fondi che sarebbero spostati da un’ente all’altro senza risparmio alcuno).
    Ritengo che la cosa giusta sia l’abolizione di alcune provincie inutili ma non tutte in quanto molte sono assolutamente indispensabili.
    La cosa giusta sarebbe evitare che lo Stato sia sempre in mezzo a tutto (ormai è diventato insopportabilmente ingombrante) per cui lo Stato stesso dovrebbe demandare alle regioni la gestione delle proprie provincie: le vuoi tenere, pagatele…. le vuoi chiudere, va bene…..
    Riguardo all’IPT se fossero abolite le provincie saremo di fronte all’IST (dove S sta per stato perché, non facciamoci illusioni, quei soldi continueremo a pagarli).
    C’è un però in tutta questa storia: Io vivo in Lombardia e qualcuno ha detto che abolirà il bollo e magari l’IPT stessa. Io voglio crederci (putost che nient le mei putost) e gli darò il mio voto!

    • Aggiungo una richiesta direttamente a Quattroruote.
      Perché non ne parliamo dell’abolizione del bollo proposta dall’ex ministro Maroni ?
      Riguarda molto il mondo dell’auto e ipotizzare una regione diversa da tutte le altre potrebbe essere l’inizio di un cambiamento che tanti di noi aspettano…….
      Parliamone………….

      • Caro mbenz66,
        per la precisione la proposta di Roberto Maroni di abolire il bollo auto è, in realtà, una conseguenza di una proposta ben più ampia e complessa e, a mio avviso, di difficile realizzazione: una riforma costituzionale che permetta alla regione Lombardia (o a una fantomatica macroregione del nord) di trattenere per sé il 75% del gettito fiscale generato sul proprio territorio. Riforma che, coinvolgendo l’assetto istituzionale del paese, comporterebbe un doppio passaggio parlamentare con maggioranza qualificata oppure un doppio passaggio con maggioranza semplice ma successivo referendum confermativo, come avvenne nel 2006 all’indomani della riforma istituzionale approvata dal parlamento nell’arco del quinquennio 2001-2005 su impulso dell’allora governo Berlusconi e poi bocciata dai cittadini nel referendum del 2006. Attenzione, non entro nel merito dei pregi e dei difetti di una tale modifica dell’assetto del paese (peraltro non si capisce perché nel 2013 debbano esistere regioni di serie A e regioni di serie B…). Dico solo che si tratta di una strada lunga e, stando ai sondaggi che prevedono maggioranze diverse alla camera e al senato, decisamente impervia.
        Per il resto la proposta di intervenire sulla tassa automobilistica resta d’attualità, ne abbiamo parlato anche in questo blog. Quattroruote da decenni propone di spostarne il gettito sui carburanti in modo da semplificare la burocrazia legata alla tassa, stroncare l’evasione e, soprattutto, introdurre un principio di equità (più consumi, più inquini, più gas serra emetti, più asfalto consumi, più paghi). Certo, parlare adesso di un nuovo aumento delle accise, dopo gli otto o nove incrementi decisi dell’ultimo anno, sarebbe temerario. E d’altra parte sarebbe da ingenui proporre un’abolizione del bollo tout-court nelle attuali condizioni delle finanze pubbliche in assenza di equivalenti, e peraltro auspicabili, tagli alla spesa oppure di spostamenti della coperta da qualche altra parte. Chi ha qualche idea di più semplice e veloce realizzazione…
        Mario Rossi

      • Ah beh, se l’ha promesso uno come Maroni, che era con Berlusconi quando promise l’abolizione del bollo….. ci credo di sicuro.

  11. Io credo che il problema delle Province sia solo la punta dell’iceberg di tutto ciò che riguarda il mondo dell’auto e che ormai spesso non ha senso.
    Se da una parte le tasse si alzano, dall’altra l’Italia continua ad offrire pessimi servizi e scarsa logica di applicazione delle norme (dovuta anche all’incuria o alla fretta con cui queste vengono generate).
    Faccio qualche esempio:
    1-come riportato da Quattroruote di questo mese (in una segnalazione di un lettore) è illogico che un’auto sportiva con decenni di vita paghi, tra bollo e superbollo, una tassa molto superiore ad un’auto nuova di zecca che vale di listino 20 volte più dell’auto “vecchia”;
    2-si continuano ad installare autovelox e ad erogare multe, ma spesso gli autovelox sono nascosti (cosa oltretutto contestabile) e soprattutto sono posti in cui la pericolosità della strada è nulla ma il limite è più basso di ciò che appare logico dovrebbe essere. Ciò accade sempre più spesso e non si può negare che si inizi a pensare che spesso i controlli di velocità siano posizionati per fare cassa… ma la normativa vigente richiedono il loro posizionamento per fare sicurezza! Secondo me o si adeguano i limiti con coerenza e correttezza, oppure per correttezza tutti questi autovelox “trabocchetto” andrebbero rimossi;
    3-sempre in tema di limiti spesso mi capita in autostrada -dove sono presenti i lavori in corso- di veder scendere il limite da 130 a 60 kilometri orari, nonostante si mantengano carreggiate separate e guard rail che dividono sia le carreggiate che la zona in cui gli operai svolgono il loro compito: ha senso tutto ciò quando sulle statali in cui vi è doppio senso di marcia nella stessa carreggiata solitamente il limite è 90 km/h? Un abbassamento del limite in autostrada va bene, ma forse andrebbe regolamentato molto meglio;
    4-viaggiando sulle strade extraurbane, sia autostrade che superstrade, spesso si incontrano continui cambi di limite di velocità (come esempi si possono portare l’autostrada che collega Genova a La Spezia, ove il limite passa continuamente da 130 a 80 e a 110, oppure la E45 che collega Orte a Ravenna, ove il limite è una continua danza tra 70, 80, 90 e 110): tutto ciò porta a repentine frenate che possono causare tamponamenti, oltre al fatto che per evitare multe bisogna guardare di continuo i cartelli invece che la strada e il traffico;
    5-in Italia paghiamo pedaggi e tasse altissime per poter viaggiare sulle nostre strade ed autostrade e riceviamo in cambio percorsi sempre pieni di traffico, inadeguati, mal gestiti e in cui lo stato dell’asfalto, dei servizi e delle infrastrutture è spesso di scarso livello: come mai in altri stati europei dove le tasse sono molto più basse si hanno livelli di eccellenza nel mantenimento delle sedi stradali e di tutto ciò che è collegato ai servizi che si danno al cittadino? Prima o poi speriamo che le risorse vengano meglio gestite;
    6-in Italia i prezzi dei carburanti sono alle stelle: a causa di accise e prezzi fuori controllo, abbiamo i prezzi più alti di tutto europa.

    Questi sono solo alcuni esempi di un elenco interminabile, dovuto a norme a volte troppo vaghe e a cavilli che vengono sfruttati per aggirarle. Poi si sa la politica fa mille promesse, ma per vari motivi è un caso rarissimo se ne rispetta qualcuna.
    Capisco alcuni cavilli da affrontare con calma e difficili da riconoscere, a volte nonostante vi siano lacune enormi ed errori sotto gli occhi di tutti, nessuno interviene.
    Ciò che più mi lascia perplesso è però un’altra cosa: per quanto poco giustificato, posso cercare di credere che chi di dovere non si accorga di queste enormi incongruenze da correggere, ma non posso tollerare che la politica sia così distaccata dai cittadini e che nonostante vi siano segnalazioni e raccolte di firme provenienti da molte associazioni (e se non sbaglio una di qualche anno fa anche di Quattroruote per la revisione dei limiti di velocità), nessuno intervenga a prenda in mano queste questioni. Non dico di trovare soluzioni definitive ed immediate, ma almeno metterci la faccia e la buona volontà di intervenire per dimostrare che le istituzioni fanno davvero l’interesse del cittadino.

    • Tutti concetti giusti ed applicabili anche ad altre situazioni.
      Aumentano le tasse ma peggiorano i servizi in generale. Anche il servizio sanitario sta’ subendo un crollo notevole nella qualità delle degenze e degli interventi.

      Per fare un esempio, nella cittadina in cui lavoro la strada principale che attraversa la città è ridotta molto male. Cosa hanno pensato di fare al municipio? Non di rifare la strada ma di abbassare il limite da 50 km/h a 30 km/h.
      Se queste sono le soluzioni….

      Leggevo ieri un articolo del Il Sole 24 Ore on-line che mostrava, dati alla mano, che l’Italia ha la tassazione più alta in assoluto ma 4 soli punti sopra la francia (che si sa che non è un Paese santo per le tasse). Impressionante il divario con la Germania (20 punti) e con la Spagna (33 punti). Rispetto alla media europea siamo oltre 20 punti sopra.

      Assurdo il leggere che negli ultimi 10 anni la spesa pubblica è aumentata del 30% (da 600 miliardi a 800) crescendo di almeno 5 punti in percentuale al PIL. Mentre in Germania la percentuale sul PIL è scesa di due punti.

      Io sono di quelli che paga volentieri di più per avere un oggetto od un servizio migliore. In Italia, oramai, si paga tanto di più per avere meno.

      Sinceramente inizio a chiedermi perchè resto qua ed invidio veramente chi ha le “palle” per andare a lavorare e vivere altrove.

      • Col mio intervento sono rimasto sul tema “auto” che è l’obiettivo di Quattroruote, ma ho esteso il discorso del topic non solo alle Province, ma a tutti gli organi che gestiscono la nostra rete viaria stradale.
        Noi abbiamo una tassazione altissima e spesso neppure equa (vedi discorso superbollo), ma in tema di auto stiamo sfiorando l’assurdo: tra tasse, imposte, accise sui carburanti, autovelox, pedaggi, ecc, siamo davvero ad un livello esagerato. E lo dico io che uso l’auto solo nel tempo libero: penso che chi la usa per lavoro ore ed ore al giorno (vedi autotrasportatori, taxisti, agenti di commercio,…) sia ad un livello vicino alla follia!
        Va bene, come dici tu, pagare di più per avere di più ma… in Italia non è così. In molti stati vedi Svizzera (e se non sbaglio anche Germania) si paga un abbonamento mensile o annuale per transitare quanto si vuole sulle autostrade: e se fai i conti basta qualche viaggio per ripagartelo rispetto a ciò che si paga in Italia. In secondo luogo le strade di quei paesi sono asfaltate perfettamente e con una manutenzione maniacale. Infine dove c’è il limite di velocità è motivato da veri pericoli ma dove non c’è pericolo sulle autobahn tedesche tutti noi sappiamo che il traffico è libero di raggiungere la velocità che ritiene più consona (senza imposizioni normative). Infine siamo uno dei pochi paesi che sulle arterie principali ha ancora due sole corsie per senso di marcia!
        Come mai, se siamo così indietro rispetto agli altri, siamo quelli che pagano di più e che sono più tartassati dalle multe? E’ questo che non giustifico.
        Infine, come già accennato nel mio intervento iniziale, è sempre più chiaro -almeno apparentemente se vogliamo essere “politically correct”- che tutti coloro che percepiscono un introito da pedaggi e multe investono questi guadagni per avere maggiori ricavi, ovvero per fare cassa: in realtà la normativa dice che gli interventi dovrebbero essere atti all’aumento della sicurezza stradale ed alla manutenzione delle strade… nessuna norma parla di ragioni di cassa. Da Italiano sono deluso e amareggiato: non credo più alle promesse che non vengono mai mantenute. Come in molti altri settori anche qui ci vuole qualcuno che sappia dire le parole “tagliamo” e “riorganizziamo”, anche se ciò va a discapito delle amministrazioni locali: capisco che per un politico vuol dire andare contro i propri interessi, ma abbiamo superato il limite della decenza.
        E’ inutile veder spuntare autovelox come funghi, sempre un po’ nascosti o in punti dove il limite è più basso degli standard senza un reale motivo logico, e poi trovarsi a circolare su strade dissestate e completamente in stato di abbandono dalla manutenzione: oltre al fatto che sempre più spesso gli autovelox causano tamponamenti a causa di frenate improvvise. E’ vero che chi frena è perchè è oltre il limite e vuole salvarsi dalle sanzioni, ma è anche vero che se così tante persone sono oltre il limite… forse il limite è inadeguato! Io non sono contro le sanzioni, anzi sarei felice di vedere maggiori controlli e se necessario l’erogazioni di maggiori multe, ma vorrei che tutto ciò avvenisse in maniera motivata e logica, non in modalità di trabocchetto.
        Infine un’ultimo appunto e poi chiudo: continuo a ritenere che ci vorrebbero più pattuglie (che inducono alla prudenza poichè possono intervenire in più modi e su un’ampia rosa di infrazioni) che controlli automatici del traffico: in oltre 12 anni di patente non ho mai avuto l’onore di essere sottoposto alla “prova del palloncino”… ma tutti i week end vedo decine di persone che si mettono al volante in un apparente stato di ubriachezza: il 99% di loro -che potrebbero rivelarsi veri pericoli- la scampano per anni senza alcuna conseguenza, mentre quello che non ha bevuto -e quindi crea sicuramente minor pericolo per la sicurezza stradale- non appena supera il limite di qualche kilometro orario si vede recapitare a casa una bella sanzione: questa non è giustizia e non serve al bene della nostra sicurezza stradale.

        • Concordo. Oramai le amministrazioni hanno perso di vista
          quale sia il vero scopo della amministrazioni stesse: servire il
          cittadino.

        • Se su alcune considerazioni si può convenire, nella maggior
          parte di tale intervento si sconfina nella demagogia bella e
          buona…Come quando si dice che se le persone vanno quasi tutte
          oltre il limite vuol dire che quest’ultimo è inadeguato: nella
          maggior parte dei casi i limiti sono sacrosanti e chi non li
          rispetta va adeguatamente multato! E la presenza sempre più
          capillare di autovelox legittimamente postati e di tutor, grazie al
          cielo, ha fatto calare di molto la mortalità e i feriti sulle
          strade. Pertanto buona parte dell’intervento di Theimperator è
          viziato da pura demagogia ed i limiti di velocità, giustamente,
          rimarranno, a tutela dell’ordinata, sana e salutare circolazione
          sulle nostre strade. Cordialmente Salvatore

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