Da quest’anno in Campania il bollo servirà anche a “sostenere l’assistenza ai disabili e ai non autosufficienti, a supportare i minori che hanno condizioni familiari particolarmente critiche, a garantire l’assistenza domiciliare agli anziani”. Così Severino Nappi, assessore al lavoro nella giunta guidata da Stefano Caldoro, ed Ermanno Russo, assessore alle politiche sociali, hanno giustificato l’aumento del 10% della tassa automobilistica entrato in vigore alcune settimane fa. Parte delle somme incassate, inoltre, andrà “ad arricchire il Fondo per la gestione delle crisi e dei processi di sviluppo, lo strumento ideato dalla regione per aiutare le aziende campane e i loro dipendenti a superare questa ennesima fase di recessione”.
Al di là della decisione politica di utilizzare la tassa automobilistica per finanziare la crisi e lo stato sociale, l’operazione è stata gestita in maniera affatto maldestra. Infatti, la legge finanziaria regionale che ha introdotto il nuovo balzello, che porterà nelle casse regionali 36 milioni di euro nel solo 2012, pur essendo stata approvata il 30 dicembre, è stata pubblicata sul bollettino ufficiale della regione solo il 28 gennaio 2012. E fino a quella data, ovviamente, i terminali per il pagamento non erano stati aggiornati con i nuovi importi. E chi ha pagato la tassa prima del 28 gennaio? Semplice, dice la regione, deve integrare.
Non solo. Secondo l’Aci di Napoli, l’aumento del bollo è illegittimo perché approvato il 30 dicembre, mentre la legge prevede il 10 novembre come termine per modifiche alle imposte regionali.
Ma i due ineffabili assessori la buttano sul melodramma: “ai cittadini campani abbiamo chiesto un piccolo sacrificio. Per tutti si tradurrà in un cappuccino al mese per aiutare chi ha più bisogno”.
Al di là dei nobili fini a cui è destinato il nuovo balzello (ma voi ci credete?) due osservazioni mi limito a fare sul trattamento riservato ai cittadini automobilisti dallo stato e dalla pubblica amministrazione.
- sempre più spesso e sempre di più l’auto serve a finanziare servizi che nulla hanno a che fare con la sicurezza stradale e con la manutenzione/realizzazione di infrastrutture stradali; sempre di più serve a finanziare servizi che non si ha il coraggio di coprire tagliando sprechi e spese improduttive;
- la pubblica amministrazione continua a trattare i cittadini come sudditi, scaricando sulla collettività le proprie inefficienze e la propria sciatteria.
E meno male che il bollo avrebbe dovuto essere abolito entro la fine del 2010…
55 Commenti Lascia un commento /?php bf_after_post_content(); ?>55 Commenti
Lascia un commento
Devi essere registrato e loggato per lasciare un commento. Accedi al Club Motori.

Concordo con Lei su tutta la linea:
1-è insensato che gli automobilisti paghino una tassa sulla propria vettura e vedano i soldi entrati con tale motivazione utilizzati per tutt’altro scopo che nulla ha a che vedere con strade e servizi collegati. Tenendo anche conto che le strade in Italia spesso sono gestite in maniera inadeguata, sono rovinate, segnaletica verticale e orizzontale illeggibile per l’usura del tempo e, mi permetta di ricollegarmi all’emergenza maltempo finita una settimana fa, i mezzi e gli uomini impiegati per le emergenze o anche solo per la manutenzione sono molti meno di quelli necessari. Perciò con quale motivazione si spostano questi fondi dall’auto ad altri settori, visto che auto e trasporti sarebbero i primi ad averne bisogno?
2-la questione delle date di emanazione, pubblicazione ed entrata in vigore della nuova legge è il solito guazzabuglio burocratico italiano senza senso e senza professionalità di chi l’ha emanata. I termini sono scaduti? La legge la emani dal 1 gennaio 2013, non 2012 con effetto retroattivo e di integrazione per chi già ha provveduto al pagamento. Ma tanto alla fine questa sarà la solita faccenda burocatica che finirà nelle aule dei tribunali, andrà avanti almeno 4 o 5 anni tra ricorsi e appelli, per poi fare in modo che neanche se ne parli più. Risultato: i cittadini in un modo o nell’altro dovranno pagare per non trovarsi anche le more, gli stessi andranno in tribunale con ulteriori spese e forse tra 10 anni si vedranno accreditare il rimborso delle spese. Ne vale la pena? No, ma tanto chi paga per l’atto di amministratori incompetenti e non professionali nell’emanare una legge fuori dai tempi previsti, è sempre e solo il cittadino. Se la Regione fosse onesta, politicamente ed intellettualmente, dovrebbe ritirare la norma e chiedere le dimissioni di coloro che hanno proposto tale legge con termini temporali tecnici fuori misura.
3-tasse sull’auto: parliamo di bollo, poi c’è anche il superbollo, le accise sulla benzina (tra cui quella per la guerra d’eritrea!!), l’iva all’acquisto dell’auto, la tassa di possesso ed immatricolazione e chi più ne ha più ne metta. Come sempre in Italia la tassazione è assolutamente troppo esosa: si ricordi che l’iva sulla benzina è una tassa sulla tassa. Cioè va bene ivare il costo della benzina (intesa come materia petrolifera) ma in italia viene ivato il prezzo totale, cioè anche le accise che sono già tasse statali. Inoltre la cosa più deludente è che governo che vai, malcostume che trovi: tolgono il bollo e aumentano l’ici, tolgono una parte di ici e aumentano l’iva… gira e rigira la tassazione finale è sempre quella: assume solo nomi diversi, per mera pubblicità politica.
4-in Italia c’è ormai un abisso che divide il cittadino dalle amministrazioni pubbliche, specialmente se parliamo di regioni o stato: i politici che ne fanno parte vivono in un mondo ovattato e distaccato, fatto spesso di autisti e scorte che non fanno avvicinare nessuno se non altri personaggi dello stesso mondo. Una prova ne è che molti politici intervistati da quattroruote non sappiano neppure quanto costa un litro di carburante ai distributori, quando questo è uno dei problemi di tutti i cittadini italiani, oppure questa tassa arrivata fuori dai termini temporali in campania, o ancora che paghiamo tasse (bollo auto) e pedaggi (autostradali) sull’auto e il ricavato va a strutture che nulla hanno a che fare coi trasporti. Infine ancora la sopracitata tassa su tassa della benzina: l’iva applicata alle accise invece che solo al netto del prezzo del prodotto petrolifero. Io come italiano, ancor più come automobilista, mi sento preso in giro da un sistema statale e locale che non solo non mi dà garanzie nonostante paghi rilevanti tasse, ma non permette a nessuno di interloquire con chi decide per poter dare indicazioni dei problemi reali che ognuno di noi vive ogni giorno. I vari sit-in di protesta, le manifestazioni, i cortei: in Italia non servono a nulla, i politici se ne fregano e neanche fanno caso se qualcuno li fa, oppure fanno la loro dichiarazione prendendo atto degli argomenti e dopo mezzora se li sono già dimenticati tornando sul loro “pianeta extraterrestre”
ciao innanzitutto grazie a Quattroruote a cui ho scritto proprio facendo presente l’articolo apparso sul quotidiano il Mattino, è una vergogna sia il fatto che il bollo auto continui ad esistere sia l’aumento per di più giustificato come unpiccolo sacrificio( ma chissà quanti piccoli sacrifici già facciamo noi automibilisti) per finanziare tutti altri settori che niente hanno a che vedere con il mondo dell’auto, io come automobilista sono stanco di essere vessato inq uesto modo in questo Paese dove nessun governo, nemmeno questo dei tecnici, sembra avere interesse per andare in favore del mondo dell’auto che ormai sembra solo diventato il classico pollo da spennare anno dopo anno.
come non condividere ampiamente questo intervento, qui tra accise e superbolli si ciurla nel manico, per far ripartire questo paese bisogna far lavorare quel 20% di parassiti che vivono alle spalle del prossimo. tra le altre cose è grottesco paragonare le parole di caldoro (pdl) con quelle della campagna elettorale di berlusconi che promise addirittura di eliminarlo il bollo! spero proprio che nelle prossime elezioni ci sarà qualcuno che voglia affrontare il tema della mobilità privata in modo sensato, liberandola di impicci burocratici e balzelli medioevali, ma forse sto sognando a occhi aperti.
Caro Rossi, è evidente che ormai da tanto tempo il bollo ha perso l’identità di tassa per assumere sempre più quella di imposta. Bisogna infatti ricordare che le entrate tributarie dello Stato si dividono in: 1) imposte (la parte più rilevante); 2) tasse; 3) contributi. Tralasciando questi ultimi (che si dividono, a loro volta, in fiscali e sociali), accentriamo il nostro discorso sulla differenza tra i primi due: la Scienza delle Finanze ci insegna che le tasse costituiscono un corrispettivo da pagare a fronte di un servizio richiesto dal cittadino (v., per fare un esempio, le tasse scolastiche pagate per la frequenza degli studenti alle scuole medie superiori, con esenzione solo per le fasce di reddito minimo…), mentre le imposte sono un prelievo coattivo di ricchezza che lo Stato effettua sulle nostre tasche per coprire il costo dei servizi pubblici “indivisibili”, cioè che vanno a vantaggio di tutti i cittadini indistintamente, senza che vengano richiesti da questi ultimi: es. per l’ordine pubblico, la difesa militare, la giustizia, le grandi opere pubbliche, il finanziamento del servizio sanitario nazionale e dell’istruzione in generale, ecc. ecc.
Quindi l’IVA è un’imposta, non una tassa, così come l’IRES, l’IRPEF, l’ICI o IMU che dir si voglia, ecc. Con le imposte lo Stato cerca di coprire anche il disavanzo che si viene a creare tra, ad es., il costo del servizio sanitario ed il pagamento dei ticket per i farmaci e le prestazioni sanitarie oppure tra il costo del servizio scolastico e l’irrisoria cifra costituita dalle tasse scolastiche che copre in minima parte il costo dell’istruzione pubblica. Perché, uno si potrebbe chiedere, la collettività (composta da persone sane) deve finanziare il servizio sanitario da essa non richiesto? Oppure: perché chi non frequenta più la scuola e lavora perché adulto deve contribuire al costo di un servizio di cui egli o i propri figli non godono più? E’ ovvio: la sanità e l’istruzione non rappresentano un vantaggio solo per chi ne fa richiesta (malati e genitori degli studenti o questi ultimi stessi se studenti-lavoratori), ma soprattutto costituiscono un vantaggio per l’intera collettività e pertanto lo Stato, per erogare tali servizi, non chiede il finanziamento in modo prevalente a chi ne fa richiesta (facendo pagare una tassa, che diventerebbe spropositata se lo Stato si proponesse di coprire con quest’ultima l’intero costo del servizio: tanto varrebbe privatizzare la scuola o la sanità…), ma lo chiede in modo ben più prevalente all’intera collettività, che deve sopportarne il peso per spirito di solidarietà ma soprattutto perché ne gode in misura prevalente, anche se indirettamente…
Tutta questa premessa per “chiarire” il significato del bollo auto: ormai lo Stato, con le accise sul costo dei carburanti (vere e proprie imposte e non tasse: le definirei imposte di scopo, perché nascono con una funzione, come le accise per la guerra d’Etiopia del 1935, e poi “perdono” per strada questa funzione e vengono “inglobate” nel prezzo della benzina per tutt’altre funzioni, al punto che chiederne l’abolizione oggi diventa alquanto risibile…e questo vale anche per le accise più recenti, nate per finanziare lo spettacolo piuttosto che per il rinnovo del contratto di qualche categoria professionale…), con l’ “Imposta” provinciale di trascrizione, oltre che con il bollo auto, non fa altro che coprire il costo di tutti i servizi pubblici, quelli indivisibili (soprattutto), cioè che riguardano TUTTA la collettività e il disavanzo, come ho accennato sopra, che si viene a creare tra il costo dei servizi pubblici divisibili (cioè su richiesta del cittadino) e il pagamento delle tasse, le quali non “coprono” neppure la centesima parte del costo di questi ultimi servizi.
E’ ovvio che il bollo auto è diventato un’imposta sul possesso dell’automobile e non una tassa per poter percorrere le strade nazionali: pertanto non serve solo a finanziare la manutenzione delle strade e della segnaletica stradale (questa esclusiva funzione valeva fino agli anni ’80, quando il bollo era una tassa di circolazione: ed infatti chi non circolava non doveva pagarla, anche se in possesso di un’automobile regolarmente immatricolata), ma finanzia tutte le spese pubbliche, come l’IVA, l’IRPEF, l’IRES ecc. ecc.
Al di là del fatto di credere oppure no ai “nobili fini” che la Regione Campania ha addotto per l’aumento del bollo, questo è quanto deve essere detto…Poi si potrà aprire un discorso sulle inefficienze e gli sprechi della P.A., ma questo ci porta troppo lontano nella discussione e non è richiesto dall’argomento che hai postato…Il bollo doveva essere abolito nel 2010? Beato chi ci ha creduto…certamente non il sottoscritto!
Cordialmente
Salvatore
Senza nulla voler togliere alle perfette precisazioni del suo intervento, che l’iva e le accise siano più precisamente tasse, imposte o qualsivoglia altra forma di riscossione dello stato, resta il problema principale: parliamo di soldi, sempre crescenti, che vengono richiesti ai cittadini ma che fondamentalmente non vanno mai a migliorarne le qualità di vita o dei servizi.
Lei definisce -probabilmente giustamente visto che in tale materia non sono ferrato- le accise e l’iva come due imposte, non tasse: ma qualunque sia la loro definizione è quasi assurdo pensare che sul prezzo del carburante si possa pagare un’imposta disposta su di un’altra imposta. Cioè il totale netto del prezzo di carburante formato dal prezzo della materia prima addizionato delle accise, viene sottoposto al regime di iva vigente. Risultato: doppio guadagno per lo stato che, almeno teoricamente ad occhi inesperti, dovrebbe imporre l’iva solo sul costo della materia prima esentando le accise da tale imposizione.
Detto ciò e tornando al bollo, se si pensa che tale tassa insieme alle altre (irpef, ici, imu, iva,…) debbano coprire qualsivoglia settore di servizi socialmente utili e di pubblica amministrazione, io mi sento preso in giro. Pago il bollo auto per avere buoni servizi sui trasporti su strada, pago l’ici per avere giustizia e legalità riguardanti le case (finanze per combattere fenomeni come l’abusivismo edilizio), pago l’iva (questa è una bella domanda?? L’unico motivo è per rimpinguare le casse dello stato con l’ingiustizia che le figure giuridiche possono scaricarla e il privato cittadino no!), ecc. Se invece di accadere ciò, con fondi destinati a ben definiti settori, tutto si rimescola in un unico calderone da cui attingono tutti va a finire nel solito spreco di denaro pubblico che non serve a nessuno se non ad una politica incompetente e maldestra
Caro imperator,
Il CALDERONE lo fanno prima di tutti i giornalisti che tutti i giorni ci parlano di aumento delle tasse o aumento delle imposte, senza minimamente distingurne i concetti e cosa c’è alla base di questa distinzione, usando questi due termini come sinonimi. E noi poi “impariamo” questa disinformazione e la utilizziamo di conseguenza. Manca professionalità tra la maggior parte dei gionarlisti, questo è ormai lapalissiano.
Per quanto concerne l’IVA sulle accise, non so bene spiegartene il motivo. In ogni caso, se anche domani un qualsiasi Governo decidesse di “fare chiarezza” e potesse togliere l’IVA sulle accise, questo gettito dovrebbe essere sicuramente rimpiazzato da altro.
Quindi non capisco perchè ti scandalizzi se ti mettono l’IVA sulle accise…..eliminare il gettito non si può, quindi gli cambierebbero solo il nome.
Molto, moltissimo, una quantità inimmaginabile, invece, si può fare sul lato della eliminazione degli sprechi di denaro pubblico, su questo sono d’accordissimo con te.
Ciao
Dario G.
Caro Dario,
se leggi il mio primo intervento (oltretutto il primo dell’argomento) dico le tue stesse cose, cioè che il problema non sono i nomi delle tasse o l’abolizione di una di esse che verrebbe poi rimpiazzata con un’altra. Al massimo bisogna andare verso una riduzione globale delle stesse.
Il discorso sull’iva era un mio modo di vedere illogico una tassa calcolata su un’altra tassa, ma è solo una questione meramente burocratica. Tanto se tolgono l’iva dalle accise e aumentano quest’ultime a coprire il buco lasciato dall’iva, siamo punto a capo
Purtroppo, caro Imperatore, la terminologia è molto importante e qualificare un’entrata come tassa o imposta modifica molto i termini della discussione.
Per quanto concerne le accise, esse sono imposte di fabbricazione che colpiscono la produzione (non il consumo!) di un bene (alcolici, prodotti petroliferi ecc.), mentre l’IVA è un’imposta sul consumo di certi beni (quasi tutti). Pertanto nessuno scandalo per ciò che concerne l’IVA sulle accise: i soggetti passivi delle accise sui carburanti sono i produttori, cioè le Compagnie petrolifere (che però aumentano il prezzo dei prodotti tassati, che quindi va a colpire comunque i consumatori), mentre i soggetti passivi dell’IVA sono direttamente i consumatori, i produttori rappresentando soltanto dei sostituti d’imposta, i quali ultimi versano l’IVA nelle casse dello Stato traslando l’imposta sui consumatori…Quindi i presupposti, la base imponibile ed i soggetti passivi delle accise non corrispondono a quelli dell’IVA e lo Stato può ricorrere ad entrambi i tipi di imposizione.
Cordialmente
Salvatore
Oh, che bello ogni tanto leggere qualcosa in materia di imposte e tasse dove si capisce tutto e non viene fatto un bel calderone di concetti.
Bravo Salvo.
Cari saluti.
Dario G.
P.S.: ovviamente, a mio modesto parere….
Grazie Dario!
Cordialmente
Salvatore
Concordo con quanto scrive Dario.
Persino io che – davvero! – in materia economico-legislativo-finanziaria non solo sono praticamente carente, ma stento a capirne qualcosa di più trovando in genere sempre assai ostiche qualsiasi argomentazioni sull’argomento stesso…
… Ho trovato esauriente e, soprattutto, facilmente comprensibile quanto espresso dal nostro Salvatore.
Di più: utile a capire e ragionatamente accettare ogni eventuale funzione sociale di imposte e tasse.
Ovvero: come vestire di pratica fruibilità materia altrimenti rimanente eterea teoria.
Possiamo scrivere che il nostro Salvatore è l’esempio della encomiabile validità del corpo insegnante della scuola pubblica italiana, eccellenza non solo da salvare ma da valorizzare quale primo investimento per il futuro del nostro Paese?
Possiamo; dobbiamo: per il nostro bene.
Francesco
Grazie Francesco! Non merito così tanti apprezzamenti: ho solo messo a disposizione di questo blog qualche nozione giuridico-economica che possa essere utile alla discussione in corso…
Cordialmente
Salvatore
Mi fa piacere poi che per questi due assessori (ma non mi lamento, pure il tordo Monti la pensa alla stessa maniera) dire cittadino equivalga a dire automobilista… per loro quindi è un fatto assodato che che tutti i maggiorenni hanno un’auto? Siamo il paese più ricco del mondo (e con la migliore viabilità mai pensata su tutto il pianeta)…
Il gesto è indubbiamente nobile (visto che poi gli invalidi sono quelli che vanno a sgambettare per il centro e a fare shopping… prima di attivarsi in tal modo, garantiscano che le truffe sono al minimo) però, farlo pagare a (per quanto relativamente) pochi non mi sembra un gesto altrettanto nobile, se poi si considera che gli assessori stessi potrebbero rinunciare a svariati mesi di cappuccini, facendo del bene alla regione e ai suddetti bisognosi… beh… forse quello si che sarebbe veramente nobile.
Come giusta (ma qui nella fantastica teoria) sarebbe la decisione presa da poco in Toscana di ritenere illegittima l’accisa di 6 centesimi per l’alluvione in lunigiana, specificando che non è giusto che solo pochi paghino per la ricostruzione…
Ammetto che per ora i prezzi non sono calati (ma stabili si) però se avrà seguito e avranno i “cosiddetti” per proseguire nella loro decisione, magari vedremo sparire quei 6 centesimi di troppo…
Sulle considerazioni inerenti il rapporto automobilista (suddito)/pubblica amministrazione (strozzino) io più che incolpare l’amministrazione (non perché non hanno colpa, ma perché la cosa mi è venuta a noia) incolpo le associazioni dei consumatori… che ci stanno a fare? come si dice qua in lucchesia se ci sono solo per stare a “buo punzoni” (in italiano “a culo in su”; e potete immaginare per quale motivo…) tanto vale che spariscano… almeno oltre al danno non c’è la beffa… almeno.
Salvatore ha spiegato bene la differenza tra tasse ed imposte.
Comunque il mio pensiero cade sempre su questa cosa:
abbiamo la tassazione più alta d’Europa (e quasi del mondo) tra tasse alla fonte, sui consumi, sull’auto ecc ecc.
Abbiamo i servizi sempre più scadenti.
Abbiamo le finanze pubbliche sempre più in rosso.
Allora mi domando: ma dove vanno a finire tutti i nostri soldi?
A me hanno sempre insegnato che per riempire la vasca da bagno bisogna prima chiudere il tappo. Inutile aumentare la portata di acqua.
Allora sarebbe il caso che prima di tutto chiudessero il tappo, poi combattessero l’evasione.
Come per magia si accorgerebbero tutti che è possibile avere servizi migliori con meno soldi di spesa.
Abbiamo le strade più penose d’Europa ma si girano i soldi da altre parti.
Comunque, a mio parere, gli assessori hanno tirato fuori una serie di scuse per far digerire meglio al popolo il loro aumento del bollo.
Sinceramente mi sono rotto i testicoli di dover pagare per i buchi causati dagli altri. Paghino un po loro… o perlomeno non ci prendano per il sedere.
Come disse una volta l’automobilista incaxxato di Zelig: “vorrei che la prossima volta, a fermarmi con la paletta, non fosse il poliziotto ma il sindaco. Che mi ferma e mi dice: la devo multare perche NOI abbiamo superato i limiti”.
Caro Rossi,
Mi scusi, ma questo suo topic proprio non l’ho capito. Ha un intento demagogico?
“Al di là della decisione politica di utilizzare la tassa automobilistica per finanziare la crisi e lo stato sociale”: che novità……con le accise sulla benzina ci hanno finanziato di tutto, non penso che si formalizzino sulle motivazioni per aumentare il bollo auto.
Secondo lei, perchè dalla Carta Costituzionale della nostra Repubblica e di molti altri Stati è esclusa la possibilità di referendum abrogativi in materia fiscale?
Facile cavalcare il malcontento della gente “suggerendo” che pagare le tasse/imposte sia pesante, oneroso, inutile…lo aveva fatto anche qualcun altro.
Circa le sue due osservazioni:
“- sempre più spesso e sempre di più l’auto serve a finanziare servizi che nulla hanno a che fare con la sicurezza stradale e con la manutenzione/realizzazione di infrastrutture stradali;”
Non è più una tassa che prevede un’erogazione di un servizio, è un’imposta, Salvo lo spiega egregiamente nel suo intervento.
“sempre di più serve a finanziare servizi che non si ha il coraggio di coprire tagliando sprechi e spese improduttive;”
Non è così. I soldi per un apparato Statale servono e da qualche parte devono pur essere presi. Che li prendano dal bollo o da altro, sempre nelle tasche dei cittadini devono mettere le mani.
Assolutamente d’accordo che non vogliono (non manca loro il coraggio, ma la volontà) tagliare gli sprechi perchè torna a loro comodo.
“- la pubblica amministrazione continua a trattare i cittadini come sudditi, scaricando sulla collettività le proprie inefficienze e la propria sciatteria.”
La pubblica amministrazione non è da censurare in quanto tale, ma per come è malamente amministrata dal lato politico. L’inefficienza e la sciatteria è principalmente dei politici che poi ricoprono anche (prima, durante e dopo il loro mandato politico) cariche di amministratori pubblici e mettono nella Pubblica Amministrazioni persone non sempre all’altezza solo per fini politico/elettorali.
Caro Rossi, mi dispiace molto, ma qui ha fatto un bel risotto, amalgamando (maldestramente) politica, Pubblica Amministrazione, Imposte, Tasse, fini sociali, ruberie, ecc.
Sono veramente stupito da quanto ha scritto.
Cordiali saluti.
Dario G.
Caro Civile,
il bollo è una tassa, la “tassa automobilistica”, non un’imposta.
Per quanto riguarda, invece, la qualità dell’amministrazione regionale campana, in generale e in particolare su come ha gestito l’aumento di questa tassa, prendo per oro colato quanto dice lei. Ma la penso diversamente.
Cordiali saluti
Mario Rossi
Caro Rossi, non ci confondiamo: è vero che il bollo è definito “tassa automobilistica”, ma in questo caso il termine “tassa” è usato non tecnicamente, ma in senso lato…
Nessun dubbio che l’attuale bollo sia un’imposta sul possesso di un’automobile, come l’ICI è un’imposta sul possesso di un bene immobile…e l’ICI serve a finanziare TUTTE le spese pubbliche del Comune, come l’IVA, l’IRPEF, l’IRES, l’imposta di registro, l’imposta di trascrizione per le Province, il BOLLO AUTO per le Regioni servono a finanziare tutte le spese pubbliche per i servizi erogati all’intera collettività…Mi dispiace che ti nascondi dietro una definizione che non corrisponde all’effettiva natura del tributo, ben diverso dalla vecchia TASSA di circolazione, quella sì vera e propria tassa…
Cordialmente
Salvatore
Caro Salvatore,
è di tutta evidenza, e non da ora, che i proventi del bollo finiscono nel calderone delle entrate e non sono più destinati a uno specifico scopo, esattamente come le imposte. Di fatto è così dal 1999, da quando cioè la vecchia tassa statale di circolazione è diventata tassa regionale di possesso.
A dire la verità era così anche prima. Nel Dpr 5 febbraio 1953 n. 39, il cosiddetto “testo unico delle leggi sulle tasse automobilistiche” si legge (articolo 10) che “Il provento delle tasse di circolazione è versato ad appositi capitoli dello stato di previsione dell’entrata. Con decreto del Ministro per il tesoro viene quadrimestralmente provveduto ad assegnare ad apposito capitolo dello stato di previsione della spesa del Ministero delle finanze un fondo pari ad un terzo dell’importo dei versamenti stessi. Con decreto del Ministro per le finanze tale fondo è ripartito a favore delle Provincie (sic), per metà in proporzione della lunghezza delle strade provinciali di ciascuna Provincia”.
Il punto, tuttavia, non è se la tassa automobilistica debba essere veramente una tassa o per coerenza e chiarezza debba chiamarsi imposta. Mi premeva sottolineare come, per l’ennesima volta e in maniera “maldestra” (è un eufemismo visto che l’iniziativa regionale è in violazione del dlgs 504/1992 che disciplina gli aumenti regionali per l’anno successivo, “da determinare con propria legge entro il 10 novembre”), un’amministrazione pubblica abbia fatto ricorso all’auto per “far cassa”.
Avrebbe potuto fare diversamente? Io penso di sì. Ma è solo la mia opinione.
Ciao
Mario
Caro Rossi,
L’affermazione sull’”oro colato” mi sa un po’ della “ragione che si dà ai matti”.
In altri post sul BLOG del Direttore più volte ho invocato la fine dei sussidi statali a pioggia, degli incentivi sugli acquisti di auto, sulla CIG in deroga che dura all’infinito e non lascia morire aziende ormai decotte.
Ha tutto il mio plauso (ammeso che se ne faccia qualcosa) se critica la destinazione di questo gettito della Regione Campania a sostentamento di aziende in crisi.
Mi trova fortemente contrario quando generalizza sulla Pubblica Amministrazione, sulla presenza e sull’azione dello Stato e lo fa in maniera demagogica.
Non è l’auto che finanzia le spese, ma i cittadini. Lo Stato incide sull’auto perchè è inefficiente altrove.
Sarebbe auspicabile chiedere allo Stato di essere più efficiente, meno sprecone e di indirizzare il recupero di imposte e tasse su altri capitoli. Ma non diamo colpa allo Stato se a gestirlo mandiamo NOI politici sciatti e incapaci e ignoranti delle norme che loro stessi per primi dovrebbero rispettare.
Sempre cordialmente.
Dario G.
P.S.: se vuole, la invito ad assaggiare il mio risotto con i funghi. Magari sono più bravo io in questo…..
“Ma non diamo colpa allo Stato se a gestirlo mandiamo NOI politici sciatti e incapaci e ignoranti delle norme che loro stessi per primi dovrebbero rispettare.”
*****
Li mandiamo noi? vero…. ma non mi sembra che alle elezioni ci venga data possibilità di votare tra loro ed un’alternativa.
Ci fanno dare il voto a persone pescate sempre dallo stesso paniere.
OK, hai ragione, Ma questa Legge Elettorale c’è SOLO da qualche anno. Per diversi decenni abbiamo mandato noi i ladri, i mafiosi, i corrotti a rappresentarci. Vuoi fare qualcosa, Nascar? Non avere paura, la prossima tornata di amministrative, candidati, è un primo passo. Prova a metterti tu in quella posizione, magari cambi davvero qualcosa.
Ciao
Dario G.
Civile,
magari fosse solo colpa della legge elettorale.
Anche il focalizzare il problema su tale legge mi sembra un nascondere la realtà.
Legge elettorale o meno è da molto tempo prima di questa che è iniziato il problema. Ed ora ci propinano che cambiano la legge cambia tutto. I partitucoli continueranno ad esistere e il paniere di politici tra cui scegliere saranno sempre gli stessi.
Berlusconi, Bersani, Ochetto (non lo vediamo ma c’è), D’Alema, Bossi…. nessuna legge li tira fuori dal giro.
Candidiamoci entrambi.. se pensi sia credibile che chiunque possa candidarsi liberamente. A me sembra che sia solo sulla carta.
Caro Dario,
ha ragione, ritiro l’oro colato, è un’espressione infelice. Ma non ritiro la sostanza del mio discorso. E’ ovvio che non si debba generalizzare e capisco chi da una sciocca generalizzazione si sente ingiustamente colpito. Anche a me dà fastidio sentir dire male dei giornalisti. Però, come si dice a Roma, “quanno ce vo’, ce vo’”. Per i giornalisti e per i pubblici amministratori. E nel caso della regione Campania, secondo me, “ce voleva”.
Per quanto riguarda il risotto con i funghi, avrei già l’acquolina in bocca… però non vorrei che qualcuno mi accusasse di violazione della deontologia professionale per aver pranzato con un lettore… Semmai potremmo incontrarci in campo neutro e, tanto per restare in tema, pagare alla romana…
Mario Rossi
Caro Mario,
Ho generalizzato sui giornalisti sull’onda dell’utilizzo improprio del 95% dei suoi colleghi delle espressioni “SUV”, “temperature polari”, “tragedia”, ecc.
Mi ha lasciato un po’ perplesso l’utilizzo da parte sua di “tassa” e “imposta” in qualità di sinonimi. Ma ora abbiamo chiarito.
Sono ben più che basito quando invece mi parla di deontologia professionale (è un caso unico in Italia….) in riferimento ad un eventuale pranzo con un lettore. Reputo che per un giornalista sia più “compromettente” una cena con un inserzionista, con il soggetto di un’intervista scomoda, con il proprio editore.
E di questi esempi tra i suoi colleghi (intendo giornalisti, non di 4R) possiamo trovarne a iosa…
Ma il codice deontologico dei giornalisti prevede davvero una cosa del genere?
Sempre pronto a una cena in compagnia.
La Redazione ha i miei riferimenti, mi contatti quando vuole.
Cordialmente.
Dario G.
@l Rossi -Mario-, e @l civilDario
l’acquolina viene anche a chi vi legge, ma con qualche chilo da smussare e la primavera alle porte…questo non va bene;-)
-_-_-_-
Ciò che all’italico popolo manca in assoluto è la trasparenza.
Il melodramma del cappuccino lo si potrebbe anche ben accettare, dinanzi alla certezza PROVATA che quei soldi arrivino per davvero a dovuta destinazione.
Un giusto passo é stato fatto con la pubblicazione dei redditi dei ministri. Ma questo deve essere solo l’inizio. Con la trasparenza vengono letteralmente alla luce tutti gli sprechi, e a quel punto tagliarli diviene semplice e sopratutto obbligatoriamente inevitabile.
Eccoci qua, uno non fa in tempo a fare un invito, che si ritrova subito la coda dei questuanti fuori dall’uscio: “perchè io no? ma io perchè non sono stato invitato? e io, non sono il figlio di nessuno….”
Va beh, Giuseppe, se passi di qui estendo più che volentieri l’nvito anche a te.
Mi sa che prima facciamo in tempo ad andare a Ginevra.
Ciao
Dario G.
civilDario,
ti confermo che sabato sera ti sei perso una pizzata*** in casa tra amici e alla domenica un semplice ‘spago’ in famiglia, con salsa [fatta (da noi) in casa, in estate nel Bel Paese], passando ad insalata e un arrosto con sughetto di carote [eccellente per affogarci il pane bianco], caffé e amaro per smorzare e prepararsi al botto finale: Tiramisú*** a forma di torta arricchito con frutti di bosco.
Sará per il prossimo febbraio?
***anche in versione privi di glutine e lattosio
In quanto al tuo risotto…ci torneró ben volentieri [trattenendo la bava in stile Homer Simpson] a tempo dovuto;-)
Per far pagare il bollo auto le stanno proprio provando tutte.
Ma è inutile continuare a cercare di riempire una botte (casse dello stato) se il fondo del barile è sfondato.
Il patetico tentativo della regione Campania, sta tutta della sua classe politica e della sua incapacità di gestire le risorse pubbliche, che prima sperperavano, per interessi non propriamente per i cittadini campani e adesso che il rubinetto dei finanziamenti si stà chiudendo, si ricordano di amministrare……….. Detto popolare: “ognuno raccoglie ciò che semina”.
sono amareggiato dal malgoverno generale di tutta la cosa pubblica, perchè si sa che ciò che è pubblico non è di nessuno e può essere sciupato, dalla panchina del parco ai soldi pubblici. poi sulle spese si fa la cresta per le tangenti, ai concorsi si sa chi vince, e ai parenti e amici un “posto” ben pagato non si nega mai. tornando al discorso denaro, chi ci governa sa bene quanto ce nè e dove andare a trovarlo e che la crisi ancora non c’è: o meglio, eravamo abituati troppo bene anni fa. ora è meglio tornare con i piedi per terra e stringere i cordoni della borsa, e non sto parlando solo ai cittadini ma anche a quei pagliacci che ci governano indipendentemnte da colore, forma e inno di partito……..
Sono perfettamente d’accordo con Mario Rossi, quanto è stato fatto da coloro che sono maggioranza in Regione Campania, e ne abusano, è semplicemente vergognoso. I Rappresentanti delle Istituzioni dovrebbero dare l’esempio e invece non tengono in alcun conto i termini stabiliti da una Legge (che dovrebbro invece rispettare). Così, mentre gli automobilisti, in buona fede si recano a pagare una tassa di possesso per gli importi che conoscono ed entro i termini di scadenza che conoscono, i suddetti “rappresentanti”, novelli signorotti feudali, aumentano del 10% gli importi tre giorni prima della scadenza dei termini di pagamento, quando ormai la maggior parte degli automobilisti ha già pagato. Un tale comportamento dovrebbe, a mio parere, configurare una ipotesi di reato, se non altro di molestie, per i fastidi arrecati a tante persone oneste che devono ripetere una trafila già effettuata, per il gusto di lor “signori”. E poi, con le malversazioni cui assistiamo ogni giorno, credere alla realizzazione delle nobili finalità per le quali dovrebbero essere uitilizzati i maggiori proventi “estorti” in violazione di una legge, è pura illusione. E mi meraviglia che di fronte ad un simile deprecabile comportamento si facciano disquisizioni, per quanto precise e dettagliate, che quasi giustificano come ineluttabile, in acquiescenza alla “legge del più forte”, il disprezzo delle regole e il sopruso legalizzato, come è stata, d’altra parte, la recente introduzione del pagamento di un importo, a volte pari o superiore alla sanzione, per fare ricorso al Giudice di Pace. Ovvero la sepoltura del Diritto.
Nessuna sepoltura del Diritto…Se uno vince il ricorso al giudice di pace per una multa ingiusta gli verranno rimborsate tutte le spese processuali…Se uno ha in mente di fare ricorso in maniera “furbesca” avrà una ragione in più per non farlo…
Cordialmente
Salvatore
Con tutto il rispetto per le Sue argomentazioni, mi sembra che Lei stia sempre dalla parte del più forte o di chi comanda “pro tempore”, per cui l’automobilista che vuole fare ricorso senza pagare previamente una “gabella” è evidentemente o almeno probabilmente, un “furbo”.
Io sto dalla parte di chi è tartassato in mille modi, anche scorretti e illegali, ma questi modi sembra che a Lei interessino ben poco, anche se non dovremmo più essere al tempo del “Rex legibus solutus”. Ma il Rex è sempre Rex e per molti e più conveniente stare dalla sua parte….sempre….
Assolutamente no…Io sto dalla parte della legge. La formula “Rex legibus solutus” non può applicarsi agli esempi da Lei fatti…assolutamente no, per le motivazioni già dette. Chiunque vuole contestare una multa, come fare qualsiasi causa legale, deve anticipare delle spese di ordine processuale: niente di strano! Se poi ha ragione gli verranno integralmente rimborsate, se ha torto no! E questo vale anche se Monti fa ricorso per una multa ingiusta…
Cordialmente
Salvatore
“Assolutamente no…Io sto dalla parte della legge.”
Arghhh! Salvo, mi hai anticipato di una manciata di minuti.
@Stenlau
Io la mano sul fuoco non ce la metto piú per nessuno. Ma che Salvo sia dalla parte della legge, oramai lo si sá anche su Venere.
Una cosa è rispettare sempre la legge, e ci siamo, altra cosa è stare dalla parte della legge sempre, anche quando è ingiusta e prevaricatrice, e qui non ci siamo; esiste il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, anche critico, non solamente acritico….
E’ senz’altro opportuno chiarire la terminologia, ma alla fine, che siano tasse, imposte, accise, gabelle, ecc., chi paga è sempre il cittadino, che peraltro ben difficilmente riscontra una contropartita all’altezza. Il bollo poi è una tassa sul patrimonio e questo tipo di tasse sono quelle più fastidiose, in quanto per i cittadini onesti, ovvero la maggior parte di noi, i patrimoni sono il frutto di tanti sacrifici. Inoltre il bollo è calcolato in maniera discutibile, per usare un eufemismo, e non importa scomodare le auto potenti, basta prendere una normalissima Fiat Stilo (ma è solo un esempio) di una decina d’anni fa per capire che il bollo è una percentuale inusitata del suo valore. Se poi ci mettiamo che le tasse automobilistiche sono sempre più usate per scopi che non hanno nulla a che vedere con l’auto, il pacchetto è completo. D’altra parte non mi sembra ci siano grandi levate di scudi quando l’auto viene in un modo o nell’altro spremuta di più, anzi, visto che hanno inculcato per anni un pensiero negativo su questo oggetto, è normale per molti che sia così. Fa un po’ più tristezza vedere che anche nel mondo dei cosiddetti appassionati ci siano quelli che più o meno giustificano queste gabelle, ma ci si abitua.
Caro Maurizio, il significato del mio intervento credo che sia piuttosto chiaro…Ho solo detto che un aumento del bollo, essendo esso un’imposta (e non una tassa, checché ne dica il nostro Mario Rossi…), può essere deciso per le finalità più varie, come l’aumento dell’IVA dal 20 al 21%, oppure l’aumento delle rendite catastali su cui commisurare l’ICI, oppure l’aumento delle aliquote IRPEF, ecc. ecc. Non è una giustificazione di eventuali comportamenti illegali o semplicemente scorretti di certi amministratori di una o altra Regione italiana.
Cioè il bollo, come qualsiasi altra imposta, non lo pagano gli automobilisti italiani, ma i CITTADINI italiani in quanto automobilisti, come l’ICI la pagano i cittadini italiani in quanto possessori di immobili, come l’IVA la pagano i cittadini italiani in quanto consumatori, come l’IRPEF la pagano i cittadini italiani in quanto percettori di un reddito…Sono stato più chiaro questa volta?
Cordialmente
Salvatore
Le tue precisazioni erano già chiare prima, e molto utili. E purtroppo è chiara un’altra cosa: per l’automobilista la vita è sempre più dura. Perché poi io, una volta cittadino automobilista, una volta consumatore di benzina ecc. ecc., sono sempre lo stesso, ovvero pago sempre di tasca mia. Questo lo possono fare perché ormai l’auto è vista negativamente da tante persone e quindi sono quasi contente di governanti e amministratori che ne ostacolino in tutti i modi il piacere di averla/usarla.
E mi stupisco pure della cosa.
Quasi tutti gli italiano possiedono un veicolo. Che sia per necessità, passione, indifferenza, apparenza…. ma possiedono almeno un automobile.
Com’è possibile che si sia riusciti a creare nella gente la visione negativa dell’auto?
Forse il problema è che tra gli invidiosi (che non vedono l’ora di tassare ciò che non hanno), gli ipocriti (che devono sempre far vedere quanto sono bravi) e gli stupidi (che se gli dicono che devono tagliarsi la gola per evitare il disgelo dei ghiacci lo fanno), si fa presto a fare attecchire ogni idea malsana.
Caro Maurizio,
Perchè sostieni ciò? L’auto viene vista da tutti i pubblici amministratori come un bene su cui si può incidere con le tasse.
Vero è che spesso molte persone “politically correct” hanno una visibilità sui media superiore a molti altri e fanno da gran cassa all’idea che le auto siano dannose.
Ma in primis sono le case costruttrici che battono e ribattono da almeno una decina di anni sull’inquinamento dei modelli più vecchi (anche solo di 10 anni prima) al fine di movimentare il mercato.
Solo che questa politica gli si è ritorta contro perchè i vari politici hanno usato questo trampolini di lancio per nuovi balzelli, eco-pass, aumenti delle imposte per i modelli più inquinanti, ecc.
Il popolino, i consumatori, i cittadini, non credo siano così contrari all’uso dell’auto o che la vedano come un belzebù.
Ciao
Dario G.
Caro Dario,
io sento spesso anche dal ‘popolino’ frasi del tipo ‘…troppe macchine…’, ‘…fanno bene a bloccare il traffico…’, ecc. ecc.. Poi, che le case ci marcino è palese: fino a quando il mercato tirava spingevano per lasciare tutto com’era, ora spingono nella direzione esattamente opposta e non credo proprio che sia per una redenzione ecologista.
CHE BUFFONI CHE SONO… Scommetto che non ci credono neanche loro. Io direi più soldi spillati gratuitamente senza criterio e senza alcun costrutto. In nessun paese al mondo si sognano di mettere una tassa idiota come il bollo auto e di aumentarla a casaccio come avviene da noi: ai nostri politici non vuole entrare nella testa che l’auto è solo un mezzo di trasporto ed è alla pari di un bene di consumo, tipo un frigorifero, un televisore o un computer, non dà alcun reddito e non guadagna valore nel tempo perciò non trovo giustificazione a pretendere una tassa di proprietà, esosa tra l’altro. L’auto poi è stata trainante e lo è ancora, dell’economia italiana ed anzichè agevolare un settore lo penalizzano con una tassazione scandalosa. Poi l’Italia è sempre in crisi, per forza.
Non capisco perchè questo balzello antipatico ed obsoleto nonchè profondamente ingiusto sia ancora in vigore.
Nel resto del mondo si compra la macchina e basta.Che schifo di democrazia vige in Italia ma voi cosa fate per abolirlo?Avete mai proposto una petizione nazionale?Non credo…
Comunque almeno ogni tanto toccate le ferite di noi poveri automobilisti..
Magari fosse così.
Ora stanno mettendo bolli e balzelli anche altri Stati.
Tutti hanno bisogno di soldi (per il debito pubblico) e tutti iniziano a prenderli dove riescono più facilmente.
Pur essendo in linea di massima d’accordo sul fatto che l’auto è esageratamente tassata va altresì fatto notare che alcune regioni sono economicamente disastrate. E’ anche necessario spalmare queste richieste di denaro sul maggior numero di contribuenti possibile in modo da non dover mettere in crisi nessuno (da qui la deroga ad un nuovo balzello sull’auto).
Trovo poi assolutamente giusto e corretto che queste tasse siamo all’interno della regione stessa e non a carico dello Stato.
Bene quindi nel merito questo balzello.
Un pò meno bene che sia sempre sull’auto forse si poteva tassare qualcosa d’altro.
@ Stenlau
Ognuno può in democrazia criticare quello che vuole: le parole di Celentano al Festival di Sanremo, la politica economica del Governo, il modo in cui 4R effettua le prove su strada (come fatto da alcuni lettori sul blog del Direttore…) ed anche, perché no?, il contenuto delle leggi…
Sul fatto di essere critico o acritico il Suo giudizio nei miei confronti conta quanto il 2 di picche quando briscola è cuori (io uso le carte fiorentine…si potrebbe dire anche il 2 di coppe quando briscola è bastoni…)…Io critico ciò che ritengo giusto criticare, Lei critichi quello che ritiene giusto, senza esprimere giudizi di valore su altre persone che (almeno per gli esempi da Lei portati, cioè il pagamento di una tassa per fare ricorso al giudice di pace…) lascia ampiamente il tempo che trova!
Cordialmente
Salvatore
Premesso che oltre questo intervento non andrò, per non annoiare gli altri commentatori, e che non ho espresso giudizi ma libere opinioni, faccio presente che non gioco a carte.
Aggiungo solo che non posso stare dalla parte di una legge (riserva di legge in materia di pubblici uffici ex art. 97 Costituzione) che consente di pagare uno stipendio annuo di oltre 600.000 euro al Capo della Polizia (che lavora in un Ufficio non rischiando propriamente la vita) e “qualcosa in meno” a poliziotti e carabinieri che la vita la rischiano e la perdono pure. Forse per Lei questa è demagogia ma per me è verità….Le assicuro che non ce l’ho con Lei ma con un certo modo di pensare…
Io sarei anche d’accordo nel fare ” un piccolo sacrificio” ma quanti” piccoli sacrifici” hanno chiesto a noi automobilisti negli ultimi anni?Sono d’accordo con theimperator, non credo che politici che non sanno quanto costa un litro di benzina o quale sia la sua tassazione complessiva siano in grado di stabilire nuovi ” piccoli sacrifici” a noi automobilisti che già reggiamo le finanze dello Stato col 25% delle entrate complessive dello stesso.
C’é un detto che tradotto dal dialetto dice:”il dolore é come é zoppo”, ovvero solo chi ne soffre puó capire.
Io sarei per far pagare ai svariati politici e politicanti la benzina di tasca propria, al massimo [ma davvero con tantatantatanta buona volontá] retribuirgli una percentuale[non tutto] in un secondo momento. Altro che Quattroporte: Pandino!
Non trovo assolutamente corretto usare il bollo auto per “tappare tutte le falle” che i politici e i loro “cosiddetti” manager continuamente creano. Il bollo deve servire esclusivamente per una manutenzione ed una segnaletica adeguata per la nostra “malridotta” rete stradale.
Per quanto comprensibile il pensiero che il bollo auto non debba perseguire altre finalità che la manutenzione stradale e della segnaletica, faccio presente che il nostro ordinamento giuridico non prevede i c.d. “tributi di scopo”: ciò significa che le entrate tributarie, di qualsivoglia natura, non sono mai finalizzate a coprire le spese di un solo particolare settore…
Cordialmente
Salvatore
Personalmente considero il bollo auto una vera estorsione di denaro da parte dello Stato al cittadino poichè non è una tassa/imposta proprzionale al valore del bene ma bensì è proporzionale a delle caratteristiche del bene cioè ai kw e alla classe ecologica……cosa più ingiusta ed iniqua credo non esista. Sarebbe come se mettessero l’IC/IMU in base alla classe energetica di un’edificio o in base al numero di finestre o ancora il bollo auto in base al colore dell’auto o al numero di posti a sedere, etc Però signori miei in questo modo lo stato riesce a rastrellare molti più soldi che tassando l’auto in base al valore, per usare un modo di dire secondo me molto efficace così facendo si riesce a “tirare fuori il sangue dalle rape” che è un vero miracolo tutto italiano!
Sogno ad occhi aperti uno sciopero collettivo del contribuente, rifiutarsi di pagare il bollo in migliaia, in centinaia di migliaia se non milioni di automobilisti per far sentire la nostra voce…….
Io propongo un bollo crescente in funzione del crescere dei numeri di posto a sedere.
Visto che nel mio futuro vedrei una 2+2….
Semplicemente, cari Campani, suggerisco di mandare a casa chi ha un atteggiamento come quello di chi vi amministra. Personalmente, in Piemonte, farò altrettanto, sto solo aspettando le elezioni.
Vista la demagogica risposta dell’assessore circa il nuovo balzello da pagare: “ai cittadini campani abbiamo chiesto un piccolo sacrificio. Per tutti si tradurrà in un cappuccino al mese per aiutare chi ha più bisogno”, propongo invece per l’anno prossimo una soluzione che a tutti i cittadini campani potrebbe andar bene. Perchè tutti i membri della giunta regionale non si riducono del 10% la loro indennità, destinando le somme risparmiate alle politiche sociali? Inoltre credo che in questo modo possa essere attuato un controllo più accurato ed efficace circa la destinazione dei fondi.