Storie di ordinaria burocrazia/4

La seconda storia di questa tornata di ordinaria burocrazia riguarda gli incentivi all’acquisto di auto ecologiche. Ne avrete letto sul sito e sulla rivista, ma torno a parlarne perché è una storia talmente strana, nella sua evoluzione, che a volte io stesso mi domando se sia realmente accaduta.

Quegli incentivi, silenziosamente apparsi a ferragosto e misteriosamente svaniti a Natale

Tutto nasce con il crollo del mercato dell’auto. Durante tutta la primavera del 2012 più o meno palesemente due dei principali attori del settore, Federauto, cioè l’associazione dei concessionari, e Unrae, l’associazione delle Case automobilistiche estere, chiedono al governo un’azione di “sostegno”, un modo elegante per non pronunciare la parola “incentivo”, non più presentabile dopo la sbornia del triennio 2007-2009.

Il governo e il parlamento si rendono conto della situazione (in media una concessionaria al giorno chiude i battenti) ma sanno anche che non è pensabile una nuova tornata di incentivi. Così, quasi di nascosto, il parlamento inserisce nel cosiddetto decreto sviluppo un’operazione “politicamente corretta” di sostegno all’acquisto di auto a gas, elettriche e ibride (niente diesel e benzina) con emissioni di anidride carbonica fino a 120 g/km (il contributo è crescente al calare delle emissioni essendo previste tre fasce: fino a 50 g/km, da 51 a 95, da 96 a 120).

La norma, però, è articolata in maniera piuttosto macchinosa e fin dall’inizio sembra celare la reale intenzione di governo e parlamento di dare un segnale più apparente che reale. I fondi, infatti, sono limitati, 140 milioni di euro in tre anni (50 milioni per il 2013 e 45 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015). Non solo. L’operazione è quasi esclusivamente riservata alle imprese (per i privati sono a disposizione solo 4,5 milioni di euro all’anno) ed è subordinata alla rottamazione di auto con almeno dieci anni. E tutti sanno che se c’è un settore ad alto tasso di rotazione delle macchine è proprio quello dell’auto aziendale.

Ma tant’è. La legge 7 agosto 2012 n° 134 è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale l’11 agosto e, com’è naturale al culmine dell’estate, passa quasi inosservata. Tutto bene? Macché. La legge precisa che “con decreto di natura non regolamentare del Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto (cioè entro l’11 ottobre, ndr), di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalità per la preventiva autorizzazione all’erogazione e le condizioni per la fruizione dei contributi previsti“.

Il termine, però, come dicono gli addetti ai lavori, non è “perentorio”. Così passano le settimane, passano i mesi finché qualcuno deve metterci una pezza. All’italiana. Invece che emanare un banale decreto ministeriale attuativo, il governo decide di emendare la legge di stabilità in maniera da modificare la legge “sviluppo”.

Sicché il punto in cui si afferma che “Il contributo spetta per i veicoli acquistati e immatricolati tra il 1º gennaio 2013 e il 31 dicembre 2015” diventa “Il contributo spetta per i veicoli acquistati e immatricolati a partire dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore del decreto (attuativo, ndr) e il 31 dicembre 2015”.

Nel frattempo, già che c’era, il governo dà anche una bella sforbiciata. Sicché il fondo di 50 milioni di euro per il 2013 è ridotto a 40 e quello di 45 milioni per il 2014 scende a 35. Un taglio che, in realtà, sembra propedeutico a una prossima emanazione del decreto attuativo (che bisogno c’è di tagliare se si sa che quel decreto non arriverà mai?).

Il risultato? Dall’approvazione della legge sviluppo sono passati quasi sei mesi, dall’approvazione della legge di stabilità è passato più di un mese e di quegli incentivi nemmeno si parla più. Segno che, come si disse all’epoca, erano sostanzialmente inutili. O, peggio, inutilizzabili.

Resta la domanda: era il caso di fare tutto ‘sto casino per trovarsi al punto di partenza?

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12 Commenti


  1. Voglio essere proprio maligno, perché questa storia proprio
    non mi va giù…Non sarà per caso che l’appoggio palese dato ad un
    futuro Governo Monti (cioè ad un Monti-bis dopo le elezioni…) da
    parte di Montezemolo e Marchionne abbia fatto desistere il
    Professore e Corrado Passera dall’introdurre tali incentivi di cui
    la Fiat avrebbe potuto godere poche briciole rispetto al passato,
    data l’assenza nella sua gamma di auto elettriche e (soprattutto)
    ibride e data la discesa in campo di altre Case costruttrici nel
    settore del metano anche nel segmento delle citycar, come le
    Volkswagen up! e Seat Mii con alimentazione a gas naturale? Pensar
    male è peccato, ma ci si azzecca quasi sempre…(frase andreottiana
    storpiata da quel famoso molisano che ha reso il panorama politico
    italiano sempre più affollato e sempre meno chiaro per il povero
    cittadino elettore italiano: adesso poi con la Rivoluzione di
    Ingroia il panorama è ancora più chiaro e trasparente!).
    Cordialmente Salvatore

  2. “Resta la domanda: era il caso di fare tutto ‘sto
    casino per trovarsi al punto di partenza?”

    Si, era il caso;)
    Queste, in Germania, si chiamano “Arbeitbescheffungsmaßnahme” [misure per creare lavoro, ironia a parte...erano delle misure per il reinserimento dei disoccupati, e assicurar loro uno stipendio, seppur minimo].

  3. Io son sempre stato contro gli incentivi ma l’argomento di
    ora esula da questa mia posizione. Rimango inorridito davanti
    all’incompetenza e l’incapacità di semplificare che hanno i governi
    e gli amministratori pubblici italiani. Rimango anche inorridito a
    leggere una cosa: si parla di barriera dei 120g/km. In questa
    barriera rientrano anche molte vetture a benzina e a gasolio. Trovo
    ridicolo escludere queste dall’incentivo. Non ne capisco il
    motivo…

    • Forse il motivo è che, mentre per le ibride (tranne i
      percorsi autostradali) il consumo è veramente ridotto in assoluto,
      per le altre è risaputo che i valori dichiarati si stano molto
      dai valori effettivi… Comunque, proprio perché il dato preso in
      esame è quello del ciclo di omologazione, in effetti non hai tutti
      i torti a segnalare questa incongruenza…Ma il legislatore è
      libero di fare le sue scelte! Cordialmente Salvatore

  4. “per le altre è risaputo che i valori dichiarati si
    DISCOstano molto dai valori effettivi…”: questa è la versione
    corretta del 2°/3° rigo del mio intervento precedente. In pratica
    ho dimenticato un “disco”…Della frizione o dei freni? Mah…
    Cordialmente Salvatore

    • sará che ci vuole un pó di discoTECA? ——- “La sera che
      arriva non è mai diversa dalla sera prima la gente che affoga
      nell’unica sala LA DISCOTECA ci vuol qualcosa per tenersi a galla
      sopra questa…” V.R.

  5. NascarMan hai ragione, troppa burocrazia troppa troppa
    troppa. Gli incentivi drogano il mercato, devono intervenire sui
    costi di mantenimento e acquisto, ipt bollo e tutte le tasse sulla
    benzina. Se no la compri e poi come la mantieni?

 

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