Alla fine la lenzuolata “monstre” di liberalizzazioni ha liberalizzato ben poco. Sia perché non sembra incidere veramente sia perché diluisce l’applicazione delle misure nel tempo. Per quanto riguarda il mondo dell’auto, il decreto del governo interviene su carburanti e assicurazioni. Molto si è parlato della “scatola nera”. Ma mi chiedo (e vi chiedo): ha senso scrivere che “nel caso in cui l’assicurato acconsenta all’istallazione di meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo, denominati scatola nera o equivalenti, i costi sono a carico delle compagnie che praticano inoltre una riduzione rispetto alle tariffe”? Ci volevano Mario Monti, Corrado Passera e Antonio Catricalà per scrivere una simile banalità? (scusate la rima baciata).
A parte il fatto che sul fronte polizze i problemi sono altri, come giustamente denunciò tre mesi fa Catricalà, allora presidente dell’Antitrust e oggi (inutilmente?) sottosegretario alla presidenza del consiglio, sono anni che si sente parlare di scatola nera e sono anni che se ne sta facendo una sperimentazione (in Italia, si sa, non c’è nulla di più definitivo del provvisorio). Addirittura nell’ultima riforma del codice della strada si prevedeva un’altra sperimentazione di una scatola nera “idonea a rilevare, allo scopo di garantire la sicurezza stradale, la tipologia del percorso, la velocità media e puntuale del veicolo, le condizioni tecnico-meccaniche del medesimo e la condotta di guida, nonché, in caso di incidente, a ricostruirne la dinamica” per i veicoli per i quali sono richieste le patenti C, D o E, sperimentazione che ovviamente è rimasta sulla carta.
Il fatto è che la scatola nera nessuno la propone e nessuno la chiede. Non so voi, ma a me, in occasione di ogni rinnovo della polizza (e mi faccio fare sempre parecchi preventivi) la scatola nera non l’hanno mai proposta (e io non l’ho mai chiesta). Però se me la offrissero non avrei problemi ad accettarla, soprattutto se in cambio dell’installazione del dispositivo sull’auto vi fosse un tangibile risparmio sulla tariffa, che oggi di fatto non c’è se non sulla copertura furto & incendio.
Come dicevo ieri a NascarMan che mi chiedeva un parere sulla questione della privacy, considerata l’arbitrarietà e l’aleatorietà che spesso vi sono nello stabilire le responsabilità di un incidente io sarei favorevole a subordinare l’emissione di ogni polizza all’installazione di una scatola nera. Mi sentirei più tutelato se TUTTI l’avessero a bordo e se vi fossero dei dati oggettivi che consentissero di attribuire con certezza colpe e responsabilità o che, quantomeno, aiutassero le forze dell’ordine e i periti a stabilirle con minore approssimazione di quanto accada oggi. Insomma, se la colpa di un sinistro fosse mia non avrei problemi a prendermi la responsabilità, se invece fosse di altri scanserei il timore di vedermi affibbiato un concorso di colpa inesistente, come quasi sempre capita oggi a causa della superficialità e dell’ignavia degli “addetti ai lavori”.
Ovviamente tutto ciò dovrebbe essere accompagnato da norme rigorose sulla gestione e sull’utilizzo dei dati, che non dovrebbero essere in mano alle compagnie bensì in quelle di un organismo indipendente e forniti alle compagnie solo su richiesta in caso di incidente e/o di contenzioso (e solo quelli immediatamente precedenti e immediatamente successivi all’evento). Insomma, scatola nera sì e per tutti ma con paletti rigorosi. E risparmi significativi. Che ne dite?
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A me, quando ho cambiato la macchina a luglio 2007, la scatola nera è stata proposta e l’ho fatta montare. In effetti c’è un risparmio, ma c’è anche un canone per il servizio. Che però funziona. L’inverno scorso ero in giro a fare qualche stupidata sulla neve una notte. Stavo a poche centinaia di metri da casa mia, quindi avevo le spalle coperte, diciamo. Fatto sta che ho calcolato male le traiettorie (in un ampio parcheggio) e mi sono appoggiato al marciapiede. Dopo 10 secondi ricevo una telefonata: “Signor Olgiati, sta bene? ci risulta che abbia avuto un incidente”…
Io però dico che molti la scatola nera non la vorranno perché, a fronte di un risparmio, non permette di fare in macchina quelle belle cosine che a noi italiani piacciono tanto e che si sostanziano tutte nel fregarsene del codice della strada. In caso di incidente un sacco di situazioni che sembrano chiare verrebbero infatti sbugiardate dalla memoria elettronica dell’aggeggino. E questo, pur ottimo per evitare truffe e risarcimenti non dovuti, non è simpatico per chi è abituato a “schiacciare”.
Tra i molti preventivi che ho già fatto x la mia polizza,che comunque scade a giugno,solo la mia attuale compagnia (genertel) mi propone la scatola nera,peraltro con un risparmio di circa 80 euro sulla r.c.,che sono tante ma che forse non bastano per la rinuncia alla privacy che la scatola comporta.
Peraltro ho un preventivo ancora inferiore con un’altra Compagnia,e senza scatole,x cui mi sa che cambierò..
La scatola nera non attacca in Italia,ho amici elettrauto abilitati al montaggio,fanno pochi numeri.Il motivo,come detto,è che il risparmio è basso,molte hanno un canone annuale,per tutte il montaggio è a carico della Compagnia ma lo smontaggio o il trasferimento su un’altra vettura sono sempre a carico dell’automobilista,e non sono cifre irrisorie perché tali scatole vanno “nascoste” sotto le plance,e serve molto tempo sia per montarle che per staccarle.
E poi,diciamocelo,tutti abbiamo paura che in caso di incidente ci venga contestata una infrazione che potrebbe annullare o limitare il risarcimento.A parte grossolani eccessi di velocità (che un bravo perito capisce semplicemente valutando i danni delle vetture),in un sinistro concorrono vari fattori che possono incidere sulle responsabilità-
Chi ha ragione non deve temere niente,ma si sa che siamo il Paese dei furbetti.
O magari ,per risparmiare qualche spicciolo,si dichiarano pochi km annui di percorrenze,tipo 5000 o 10000,e la scatola inesorabilmente indicherebbe quelli effettivamente percorsi.
Il problema è diverso.Le Compagnie fanno cartello,i prezzi salgono,assicurare un veicolo costa a volte più del veicolo stesso.
L’attestato di rischio dovrebbe essere sulla persona,non sul veicolo.Ossia il Decreto Bersani andrebbe esteso,una classe di merito uguale per tutti i veicoli di proprietà.In caso di sinistro,ovviamente,salirebbero di classe tutti i veicoli.E’ il conducente che sbatte,non il veicolo!!!!
Forse così si potrebbero abbassare i costi,e gli stessi conducenti sarebbero più cauti.
Comunque,detto da un assicuratore,stanno calando le stipule dei premi accesori,come Furto e Atti Vandalici ,per risparmiare.Si sta al rischio,ma x le Compagnie è un problema perché i maggiori guadagni li hanno con tali garanzie.
Vediamo come va a finire,di certo col mercato fermo il parco auto invecchierà inesorabilmente,le via via che l’auto invecchia calano le garanzie richieste:è un’altra conseguenza della crisi.
Dubito che le scatole nere,verdi o gialle abbiano gran successo a meno di sconti sostanziosi sui premi,cosa che x ora non sta avvenendo!
sarei favorevole alla scatola nera se TUTTI fossero obbligati a installarla… ma siccome così non è e non sarà eviterò
Sarò antiquato come modo di pensare, sarà che a me della “comunità” interessa il giusto (visto che alla comunità di se stessa non frega nulla), però se si arriverà al punto in cui se voglio un’assicurazione dovrò mettere la scatola nera mi si aprirà un bivio: 1) smetto di usare l’auto; 2) smetto di pagare l’assicurazione (che per altro mi costa cara e non faccio storie a pagarla, come invece altri che piagnucolando poi non ce l’hanno, e guidano come dei folli).
Io sono contrario al 95% alla scatola nera, non mi va assolutamente di avere un occhio puntato addosso per ogni centimetro che faccio in auto. Ognuno si faccia gli affari propri e non mi si venga a dire che la scatola nera ha il compito “benedettino” di pontificare verità assolute in merito agli incidenti. Questo già di per se può essere un indicatore di stupidità, tanto dell’oggetto, tanto di chi crede che quella sarà la sua unica funzione.
Posto che, burocraticamente parlando, non esiste che le assicurazioni non abbiano sotto mano i dati della scatola nera (e perché dovrebbero essere registrati in altri luoghi all’infuori della scatola nera stessa?) se in un primo momento avresti dei ribassi ridicoli sull’assicurazione, poi verrebbero fuori con lo stile di guida, con il modo in cui si va per strada, con la velocità e con tutte quelle sciocchezze che un marchingegno che si limita ad osservare la propria auto (decontestualizzandola dall’ambiente che la circonda e dalla strada, dalle condizioni del traffico e via) non potrebbe mai “capire”.
Esempio: stradone di campagna, l’una del pomeriggio, assenza totale di traffico (ossia, io, l’auto e l’asfalto), limite di 50 km/h; il conducente è in grado di capire se è sicuro viaggiare ad una velocità superiore, sa se ci sono possibilità di attraversamenti che imporrebbero di rispettare il (ridicolo) limite di 50 km/h, sa quali sono le condizioni generali della strada: reputa che si possa viaggiare in sicurezza ad una velocità di 65/70 km/h, per l’assicurazione sei un cattivo guidatore, punto. Altra situazione: strada di periferia, limite di 50 km/h, condizioni dell’asfalto non buone, curve a “ramaiolo” e pericolo di attraversamenti vari, anche in tal caso un guidatore serio sa come affrontare una strada simile, ma il classico “pirla” potrebbe benissimo farla tutta a 50 km/h, fare una curva, uscire di strada, ma risultare comunque un buon guidatore perché “rispettava i limiti”.
Ci sono altre migliaia di esempi che si possono fare e che sottolineano quanto la scatola nera non serva a quello che vogliono far credere che sia il suo compito, ma non proseguo (sennò divento un isterico).
Detto ciò, c’è un solo caso in cui accetterei la scatola nera: io pago 900 euro di assicurazione (22 anni, unico proprietario, chilometraggio massimo, 1.2 benzina), se con la scatola nera mi faranno pagare 300 euro l’anno di assicurazione, allora la metterò, ma siccome non accadrà, non la metterò in nessun caso, e basta.
A me non serve una “spia” per guidare tranquillo, mi serve che la gente pensi a cosa sta facendo mentre guida, se ci fosse questa sicurezza indubbiamente ci sarebbero meno incidenti e io viaggerei (ancor) più tranquillo.
Approvo in pieno il tuo pensiero. E’ proprio questo che mi spaventa.
Non vorrei che le assicurazioni possano rivalersi sull’assicurato anche solo per un limite di velocità non rispettato.
Non vorrei che aumentino le tariffe facendo sottoscrivere al cliente un sacco di clausole (a pagamento) per potersi tutelare su tutte le possibili rivalse (come quella che già esiste riguardo alla guida in stato ebbrezza).
Riguardo al fatto che saremmo spiati nei nostri tragitti (a livello geografico) basta pensare che siamo già spiati dal segnale inviato dal cellulare. Quindi questo sarebbe il minore dei mali.
Non vorrei, conoscendo le assicurazioni, che si creino motivi per fare rivalse.
E’ vero che le autorità potrebbero avere un quadro più chiaro della situazione ma non vorrei che questo si trasformasse in un ribalta sentenze.
Magari io subisco un incidente con ragione piena (tipo un’auto che si immette in autostrada senza guardare) ma mi viene dato un concorso di colpa od il torto semplicemente perchè non rispettavo il limite di velocità (magari di poco).
Ci sono tanti comportamenti che andrebbero monitorati ma tanti che non sono pericolosi o causa di incidente. Ma per un assicurazione tutto fa brodo per poter fregare il contribuente.
Scatola nera per tutti, ma poi la paghiamo a prezzo pieno? La rc auto ci insegna che le cose obbligatorie sono molto onerose, proprio perché non vi si può sfuggire. Vedi anche revisioni e benzina, tanto per restare in tema di auto.
Si dice addirittura che la scatola nera in Italia non funziona perché l’hanno installata in pochi, tutti guidatori prudenti di mezza età.
Se il governo imponesse però alle compagnie forti sconti a chi la installa, diciamo almeno il 50% sull’RCA, e rincari per chi non la installa proporzionati alle polizze emesse con scatola nera l’anno precedente, il sistema prenderebbe piede velocemente.
In questo modo si creerebbe un circolo virtuoso, chi vuole installare la scatola nera risparmierebbe da subito il 50% dell’RCA, chi non la vuole installare sarebbe libero di farlo ed il primo anno spenderebbe solo un 1% in più, mentre gli anni successivi il premio potrebbe aumentare in maniera più consistente fino a stabilizzarsi dopo alcuni anni.
Nell’ipotesi che a regime la metà degli assicurati decida di dotarsi di scatola nera, l’altra metà pagherebbe il 50% in più di RCA e gli incassi delle compagnie non subirebbero variazioni, mentre ci sarebbe un beneficio tangibile per chi è virtuoso.
Imporre dei rincari obbligatori a chi non le installa credo che sia un po’ oppressivo… come dire, non costituzionale…
Inoltre a quel punto, in quanto cliente, mi sentirei libero chi pretendere una polizza che non sia bonus/malus, se tanto in ogni caso io ci perdo in soldi, evitiamo la manfrina del “guida bene – paghi poco”, sarebbe ancora più stupido propinare una tale politica assicurativa…
Senza tener conto che nessuna compagnia rispetterebbe tale “normativa”, chi abbassa le tariffe per la scatola nera, si vedrebbe inesorabilmente in perdita per il montaggio della stessa, inoltre, con l’obbligo di alzare i prezzi per chi non la mette vi sarebbe una vera e propria fuga di clienti che, giustamente, se non obbligati non fanno.
E poi piantiamola di rialzare e rialzare, ormai non ci sono veramente più soldi [ora non mi riferisco a te in primis, mi ricollego solo al discorso di aumentare le rca] e sappiamo anche bene che alzando i prezzi non ci rimette chi non paga – visto che come non pagava prima, non paga neanche dopo – ci rimette solo chi, onestamente, ha continuato a rispettare la legge – sotto molti aspetti anche infame – divenendo sempre più povero…
Cordialmente
La tecnologia c’è, non solo la scatola nera, ma anche l’incrocio dei dati tra le vetture immatricolate e quelle assicurate, basta imporla per legge.
Se c’è la volontà, così come si trovano gli evasori, si trova anche chi non paga l’RCA, o chi truffa le assicurazioni ai danni di chi è onesto.
Il principio è lodevole, ma rimane solo una politica degli annunci, se non si mettono delle regole precise e delle sanzioni precise, come la confisca dell’auto per chi è senza RCA.
ma per registrare i dati non c’e’ gia’ l’OBD? basta (forse) aggiungere un ricevitore GPS per avere la posizione
No, non me l’hanno proposta, anche se sul sito della compagnia c’è l’opzione. Comunque mi sono informato sui parametri che prende in considerazione per capire se un guidatore è prudente o meno e, come era ovvio attendersi, sono totalmente insufficienti, perché in pratica prendeva in considerazione soltanto velocità e accelerazione-decelerazione sia longitudinale che laterale. Si arriva all’assurdo che uno che passa col rosso mantenendo una velocità costante è più prudente di quello che fa una frenata un tantino più brusca per fermarsi. E poi è chiaro che ci sono un’infinità di altri parametri (condizioni del mezzo, delle gomme, psicofisiche, metereologiche, della strada, del traffico, ecc.) a cui vanno correlate velocità e accelerazioni varie per dire realmente se uno è prudente o no. Se un giorno prenderanno in considerazione tutti questi parametri e l’algoritmo che li interpreta sarà corretto, l’accetterò tranquillamente. Se ovviamente il rapporto tra canone e risparmio conseguito è minore di 1, altrimenti nisba. Una scatola nera invece che si tenga in memoria solo l’incidente, diciamo da un minuto prima a un minuto dopo, non avrei problemi ad accettarla.
Posso scommettere (quasi) qualunque cifra: fra 3 o 4 anni l’installato non arriverà al 3%. La versione di scatola nera di cui si ipotizza l’uso in Italia, di fatto, può esser usata solo come eventuale prova a carico di chi l’ha installata, e dunque in Italia non la vorrà nessuno. Il successo sarebbe viceversa immediato se si parlasse di una versione che mi pare sia già venduta negli USA e in alcuni Paesi orientali (mi sembra la Corea): registra i dati del proprio veicolo ma anche, tramite telecamere connesse in fibra ottica e puntate davanti e dietro al veicolo, le condizioni del traffico e il comportamento dell’eventuale controparte. La quale, se a sua volta non ha installato la scatola nera, non avrà mezzi di opposizione contro la ricostruzione della dinamica presentata dalla compagnia di chi è dotato. Così sì che sarebbe una rivoluzione nella gestione dei sinistri! Senza bisogno di imporre alcun obbligo.
Caro Rossi,
Sono un po’ perplesso. Se fosse per tutti, forse ci sarebbero meno incognite e intrallazzi con i sinistri. Le compagnie risparmierebbero. Ma a questo punto non sono sicuro che i vantaggi andrebbero direttamente in tasca agli assicurati.
Non vorrei che se fosse installata su tutto il parco circolante, la scatola nera divenisse un business per qualcuno, ma non per l’automobilista che non avrebbe un vantaggio a parità di condizione oggettiva con tutti gli altri automobilisti.
Mi sento di escludere a priori l’installazione volontaria anche a fornte di sconti sull’ RCA. Se non faccio danni e cambio compagnia tutti gli ani o quasi, riesco a contenere il premio su valori accettabili. Quindi potenzialmente il risparmio ce l’avrei già.
Se invece le compagnie fanno cartello come hanno fatto dal ’94 in poi, non c’è scatola che tenga e nemmeno sanzioni dell’Antitrust.
Anzi prevedo che a fronte di un’adozione generalizzata della scatola nera ci sia un aumento di disoccupati: i periti.
E poi in questi giorni abbiamo sotto gli occhi cosa sia successo con il naufragio della Costa Concordia: la scatola nera era guasta……fatta la Legge, gabbato lo Santo!
Buona guida a tutti.
Dario G.
Sul mio taxi è installata una doppia video camera che riprende sia l’esterno (in continuo) che l’interno del veicolo (solo in caso di emergenza azionata da me).
L’apparato è in grado di memorizzare in formato permanente non modificabile qualunque evento sulla base di sensori di decelerazione che rilevano gli scuotimenti su tutti gli assi ortogonali del veicolo per un tempo totale di 40 secondi (20 prima e 20 dopo l’evento). L’apparato inoltre registra la velocità del veicolo e altri parametri fisici.
Secondo voi la mia compagnia sconta qualcosa?
Tiro ad indovinare……..
NO
E’ la solita furbata all’italiana.
C’è chi riesce a fare imporre come obbligatorie certe cose in modo da arricchirsi (assicuratori, produttori di scatole nere, installatori ecc.) La storia non e’ nuova, specialmente nel settore automobilistico. In passato gli esempi sono stati non pochi.
Se vi fosse un reale vantaggio economico (come dovrebbe essere) ad esempio con uno sconto importante sul premio dell’assicurazione (ad esempio del 50%) non sarebbe necessario imporre la scatola nera d’autorita, sarebbero in molti ad adottarla spontaneamente. Lo sconto tuttavia copre si e’ no il costo annuo di servizio del marchingegno. Io l’ho fatto istallare su due vetture (Maserati Quattroporte e BMW serie3 cabrio) ed il risparmio e’ marginale.
E’ uno strumento certamente utile agli altri (assicuratori, produttori, installatori ecc) ma molto meno per i consumatori automobilisti.
Siamo in Italia, non dimentichiamocelo. Basta scorrere il contenuto del Decreto sulle liberalizzazioni. Tanta buona volontà iniziale, ma al dunque…ci si cala le braghe di fromte alle lobby ed ai poteri forti. Peccato.
Personalmente, non sono per niente d’accordo con l’introduzione della scatola nera nelle nostre auto. A mio avviso, questo è solo un modo per controllarci meglio e casomai presentarci un conto più salata calcolando i km percorsi, le strade percorse, ecc.. Piuttosto, il governo dovrebbe impegnarsi per garantire più concorrenza tra le compagnie assicuratrici, cosa che di fatto non avviene. Se il problema sono le speculazioni sulle riparazioni e sui danni biologici, sarebbe importante inserire una riforma su tali aspetti: controlli fatti da commissioni mediche, riparatori convenzionati con le compagnie…ecc….
Ritengo la “scatola nera” inutile ad abbassare i prezzi delle assicurazioni, almeno nel lungo
termine . Alle compagnie italiane importa poco della concorrenza e hanno sempre fatto “cartello” se ci sarà un abbassamento di prezzo sarà solo momentaneo e non strutturale,
“Inventeranno” subito qualcosa per riportare i prezzi al punto di partenza, oltre tutto nutro molti dubbi sia sulla gestione dei dati che sulla loro completezza, molti incidenti avvengono per distrazione (telefonino innanzitutto) e questa come verrà rilevata? La velocità è solo una concausa che può peggiorare le conseguenze ma poche volte mi risulta essere la causa primaria dell’incidente.
- Personalmente la scatola nera la userei, solo per utilizzo personale e magari con videocamere per eventuali responsabilità negli incidenti, ma senza GPS o satellitare, perchè anche con tutte le più buone intenzioni, l’utilizzo delle informazioni ricavate possono essere usate in malo modo e violando la privacy.
- Un esempio è il telepass: sanno tutto dei tuoi spostamenti autostradali, e chissà come anche oltre, visto che conoscenti hanno ricevuto pubblicità riferite a zone che frequentavano.
- La rederei obbligatoria invece, pena l’annullamento dell’assicurazione, per cronici dell’incidente, per quelle persone per intenderci che con il loro modo di guidare provocano spesso e volentieri incidenti, così da obbligarli ad una guida più assennata ed impedendo loro furbate o dichiarazione mendaci.
Mi piace l’ultima proposta, l’obbligo per chi è un abitudinario dell’incidente. Anche per quelli con ragione se sono troppo frequenti (c’è gente che campa di incidenti artefatti).
“Male non fare paura non avere” diceva un proverbio…
Secondo questo adagio nessuno che sia in buona fede dovrebbe temere il marchingegno spione, così come non dovrebbe temere ogni tipo di limitazione della Privacy messa in piedi per contrastare illeciti di vario tipo.
Una domanda che mi pongo riguarda i costi: siamo sicuri che le compagnie accetteranno di buon grado di accollarsi i costi di queste scatole nere e, in più, ci faranno uno sconto sulla polizza?
Ne dubito.
Vedo fin troppo facile indurre il cliente ad abboccare alla proposta nel primo anno con entrambe le cose dette, quindi con un minor premio e la scatola “gratuita”, per rivalersi con lungimiranza negli anni successivi.
Di fatto, se il meccanismo prendesse piede, ci troveremmo costretti a subire gli stessi salati premi attuali da un certo punto in poi (le compagnie assicurative tengono d’occhio unicamente l’utile ed il loro obiettivo dichiarato è quello di far apprezzare le azioni da un anno all’altro). Ovviamente chi si ostinasse a non volerlo piazzare dovrebbe accettare di buon grado premi esorbitanti e punitivi.
Forse si assisterebbe (sulle prime almeno, come per la patente a punti) ad una riduzione degli incidenti. Occorrerebbe però che fosse obbligatorio su tutti i veicoli.
Per conto mio la perdita di privacy mi suona sempre male… Intendiamoci, non guido imprudentemente e non brucio gli stop, ma preferisco pagare un pò di più e non avere un compagno spione.
Benissimo a quattro condizioni: 1. sconto sostanzioso 2. gestione in mani estranee all’assicurazione e alle autorità 3. uso dei dati – come dici – limitato al caso di sinistro, con esclusione di tutto quanto non è pertinente ad esso. 4. scatola ‘intelligente’, che sia in grado di rilevare qualcosa di più della velocità e della frenata
Il problema delle assicurazioni in Italia c’è ed è noto: troppi falsi sinistri che portano a prezzi troppo alti per l’rc auto.
Il problema però non è degli automobilisti, ma di chi non esegue controlli per verificare la veridicità dei sinistri.
Non vedo perchè io automobilista dovrei accettare il montaggio di una scatola nera a cui accede la società assicuratrice: io la scatola nera ce l’ho, quella dell’antifurto satellitare, ma è per la mia sicurezza e del mio mezzo, non per fornire a terzi informazioni su di me che potrebbero essergli utili per eventuali azioni contro di me o di altri automobilisti (statistiche che prima o poi pubblicheranno dai dati acquisiti per avere la scusa di alzare le polizze).
Piuttosto le società di assicurazione, visti i prezzi che tutti noi paghiamo per assicurare la nostra autovettura, dovrebbero semplicemente usare un minimo dei fondi che percepiscono per controllare meglio i sinistri e il loro reale accadimento.
In un’Italia dove per fortuna la falsa dichiarazione è un reato penale, non vedo motivo per cui le assicurazioni continuino a far controlli ridicoli sui sinistri (lasciando che questi siano a volte falsi o simulati) mentre potrebbero avere la possibilità di non pagare danni inventati e oltretutto di denunciare coloro che dichiarano il falso.
Scusate ma in una società civile seria, credo sia la società a dover fare gli accertamenti, non il singolo a dover fornire alla stessa i dati.
Infine diciamocelo chiaramente, alcuni casi saranno difficili da scoprire ma altri sono palesi: se la media normale nazionale degli automobilisti riporta un incidente a testa ogni 3 anni (numeri puramente inventati giusto per fare un esempio) e ci sono personaggi che invece denunciano 3 sinistri ogni sei mesi… bè credo sia chiaro che su queste persone un bel controllo serio ed approfondito andrebbe fatto.
Approvo in pieno.
Quanti danni sono aumentati dalle carrozzerie stesse per prendere più soldi?
Ed i periti? Non fanno il loro lavoro o accettano una buona cena offerta dalla carrozzeria?
Conosco un ragazzo che, lavorando in carrozzeria, è riuscito con uno stratagemma a farsi pagare 1500€ un danno da 120€.
E mi dice che è consuetudine.
Sì c’è anche questo lo sappiamo tutti: chi ha un incidente approfitta per far gonfiare un po’ il preventivo e farsi fare qualche lavoretto in più. Un guadagno per lui e per la carrozzeria.
Anche questo fa parte dei controlli maggiormente richiesti di cui parlavo: i periti sono dell’assicurazione o di compagnie che lavorano per la stessa… se stimano male non è colpa degli assicurati! E poi vogliono la scatola nera su di noi?? Anche questo ragionamento non ha senso. Per abbassare i premi assicurativi, basterebbero controlli seri ed approfonditi su queste casistiche (sinistri falsificati, preventivi gonfiati, ecc.)
Inoltre un’altra idea: è stato riportato alle cronache recentemente che un’alta percentuale di veicoli circola senza assicurazione. Perchè non creare una semplice banca dati accessibile alle forze dell’ordine per verificare quali auto sono iscritte al pra come parco circolante ed al contempo se risultano assicurate? In caso non risultino un controllo per verificare che siano realmente tenute ferma in area privata sarebbe opportuno per svelare eventuali falsificatori dei tagliandi di assicurazione o di persone che circolano senza nessuna copertura: entrambi i casi sono sanzionabili secondo la procedura penale nel nostro paese.