Il salonista paga anche se non ha schilometrato

gennaio 30, 2012  |  Mercato, Norme  |  25 Commenti  |  Lascia un commento  |  Condividi

Non è la solita storia di una macchina schilometrata e di un venditore “furbo”. Questa è una storia diversa, che merita di essere raccontata perché esemplare, paradigmatica, di quanto sia impegnativo, oggi, vendere auto usate e di quanto sia protetto dalla legge, oggi, il consumatore. Sentite qui.

Il 31 agosto 2010 un signore compra, in un autosalone di Villorba, in provincia di Treviso, la Trevimotor, una Mercedes CLS 320 del 2006 con 122.500 chilometri . La vettura era stata pubblicizzata su Autoscout24 e nell’annuncio si diceva che era stata immatricolata ad agosto 2006 (in realtà la macchina era stata targata a gennaio 2006).

L’acquirente, “a seguito di alcune disfunzioni dell’auto”, interpella il servizio di Customer assistance Mercedes-Benz, il quale risponde affermando che “l’ultima percorrenza registrata per tale vettura, a seguito del passaggio della stessa presso la rete di assistenza Mercedes-Benz, era pari a km 119.516 nel novembre 2007″. Non solo. Nella stessa comunicazione, la Mercedes indica la vettura corrispondente a quel telaio con un numero di targa diverso…

L’acquirente, allora, si rivolge a un’officina Mercedes chiedendo di conoscere gli interventi di manutenzione effettuati sulla vettura in questione. L’officina risponde affermando che “la lettura dei dati di manutenzione […] ha evidenziato una serie di incongruenze” e specificando che l’ultimo intervento registrato in centralina sarebbe avvenuto a 194.125 km”.

Insomma, ce n’è abbastanza per chiedere la risoluzione del contratto ai sensi del codice del consumo. Il 27 ottobre 2010 l’acquirente chiede l’importo pagato più la tassa automobilistica. il 2 novembre Trevimotor offre solo 24 mila euro “in ragione dell’uso dell’auto da parte del consumatore per circa due mesi”. Non se ne fa nulla e l’acquirente si rivolge al giudice e contemporaneamente, il 27 novembre, segnala la cosa al Garante del mercato (www.agcm.it).

Il quale, dopo un’accurata indagine, con la piena collaborazione di Trevimotor, va sottolineato, stabilisce alcuni importanti punti fermi:

- “Non vi sono elementi tali da far ritenere che il professionista abbia in qualche modo alterato i chilometri della vettura venduta al segnalante, o abbia fornito informazioni fraudolente in merito al chilometraggio della vettura stessa”;

- Tuttavia, “Trevimotor, in qualità di professionista operante nel settore della vendita delle automobili usate, avrebbe dovuto prima di procedere alla vendita della vettura di cui trattasi, verificare la reale percorrenza chilometrica della stessa, previa adeguata verifica della veridicità della percorrenza indicata nel quadro strumenti della vettura in vendita”;
Come? Lo dice lo stesso Garante del mercato: “Il professionista avrebbe dovuto non limitarsi a considerare compatibile il chilometraggio di 122.500 km con la sequenza delle manutenzioni annotate nel libretto di uso e manutenzione, bensì chiedere anche informazioni alla rete di assistenza della casa automobilistica o effettuare ricerche presso i precedenti proprietari della vettura, appurare comunque le reali caratteristiche e lo stato attuale al momento della proposta in vendita dell’autovettura in oggetto”. Né più né meno quello che ha fatto l’acquirente della macchina dopo averla ritirata dal salone.

Insomma, una negligenza e anche una scorrettezza laddove, nel messaggio pubblicitario della vettura, si parlava di prima immatricolazione avvenuta ad agosto 2006 (la macchina, in realtà, era stata immatricolata il 20 gennaio 2006, cioè oltre sei mesi prima).

Il risultato? Una multa di 8 mila euro per pratica commerciale ingannevole relativamente a “caratteristiche rilevanti del prodotto offerto in vendita e suscettibile di indurre il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso” e per pratica commerciale scorretta “in quanto contraria alla diligenza professionale che ci si può ragionevolmente attendere da un professionista che commercializza autovetture usate”.

Mi pare di averlo già scritto qualche tempo fa… meditate, venditori, meditate!

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25 Commenti


  1. Lo trovo giusto.

    Ci sono tante persone che non ci capiscono molto di auto e devono essere tutelate dalla legge. Se io vado da un salonista o un concessionario per comperare un’usato i km devono essere giusti al 100% senza si e senza ma.

    Resta inteso che un professionista che fa questo lavoro sa benissimo come fare per accertare questo dato (tra l’altro c’è riuscito un privato per cui….) e lo deve fare senza scuse di nessun tipo.

    E poi….. basta con le italiche lamentele. Ho venduto un’auto schilometrata, beh, me la ripiglio e pago pegno. FINE! (a parte rivalermi su chi mi ha lasciato l’auto già modificata….).

    Comunque, siamo ancora lontani dalle garanzie “made in USA”, speriamo che arrivino presto perché sono sicuro sarebbero un vantaggio per tutti…..

    • Sarebbe un bell’ aiuto per il mercato dell’ usato, oggi, nonostante la garanzia minima di legge ( che è solo una dichiarazione di conformità, nemmeno una garanzia nel senso vero della parola ) continuo a vedere ancora troppi esemplari proposti col metodo ” visto e piaciuto”.
      Il che sfiducia l’ acquirente.

  2. Se un commerciante di auto non sa riconoscere o non verifica uno “schilometraggio” e poi rivende la sola, è giusto che paghi.
    Molti automobilisti vanno dai concessionari e acquistano usato anche per fiducia nei confronti del venditore perchè nulla sanno di centraline auto e trucchetti vari.

  3. Mi intrufolo da interessato perchè in questi giorni, dopo aver letto l’articolo sulle garanzie del numero di gennaio, mi chiedevo se questo vale anche per le auto d’epoca vendute dai salonisti (Già il nome mette paura). Da mesi sto valutando l’acquisto di una quattroruote senza plastica e girando tra i vari siti (Ebay,autoscout24 etc) ne ho viste di cotte e di crude. Tra le tante un’azienda bresciana che fa firmare un contratto di vendita dove il compratore si impegna a prendere l’auto così com’è, anche quando il venditore l’ha elogiata come auto sana, salvo scoprire che sotto la vernice c’è il cancro della ruggine e che il motore è tenuto assieme con lo spago.

  4. Caro Carlo oggi la cosa importante é scegliere da chi comprare, piuttosto che cosa comprare; per auto d’epoca credo tu intenda auto di interesse storico collezionistico, cioé assimilabile a beni di antiquariato, com un mobile comprato al mercatino della domenica.
    In questo caso non si applica il Codice del Consumo, se il Venditore dichiara in contratto tale carattersitica, ma tu puoi pretendere che ti siano garantite le caratteristiche che permettano l’iscrizione al registro di marca allo scadere dei fatidici venti anni. Con questa precisazione, se poi la vettura é marcia sotto la vernice non é conforme al contratto e tu mantieni intatti i tuoi diritti.
    Quindi niente vista e piaciuta: “a scatola chiusa compro solo Arrigoni diceva la pubblicità”.
    In sostanza se la vettura é solo vecchia, si applica il codice del conusmo, e il venditore ti deve renedere consapevole di ciò che potrebbe ragionevolmente accadere dopo l’acquisto, nell’anno (come minimo di Garanzia); se é dichiarata assimilabile ad un bene di antiquariato, deve essere candidabile all’iscrizione a un registro storico, per età (da 12 anni e oltre) e per condizioni di originalità.
    Se ha 20 anni e oltre valgono le stesse regole, ma ci deve essere un registro attivo, e devi subordinare l’acquisto all’effettiva accettazione del veicolo da parte del registro,
    Se mi scrivi ti mando una pubblicazione specifica, che ti potrebbe interessare.

    • Grazie per la precisazione, da qualche mese sono tornato alla mia passione per le auto d’epoca che per impegni econimici ho dovuto abbandonare per anni. Non sono un collezionista ma un appassionato della Domenica. Così da qualche mese ho ricominciato la ricerca di un’auto d’epoca e qui si è aperto un mondo di professionisti seri, di truffatori, di appassionati veri e presunti, storie di mezzi meccanici, uomini e di mercanti di reliquie magiche. Leggendo la rivista mi chiedevo appunto come il codice del consumo potesse essere applicato dai salonisti a questi prodotti estremi dove ci si aspetta che un’auto sia molto usata ma che magicamente è sempre stata restaurata da poco ed in maniera impeccabile per questo sto pensando ad un semi rottame da riportare totalmente a nuovo e tenere per sempre. La documentazione mi interessa eccome ma dove posso scriverti, non credo che sul blog si possano pubblicare direttamente gli indirizzi…

  5. Ottimo che venga tutelato il consumatore.
    Quando una persona acquista una vettura da un concessionario lo fa proprio perchè crede che quest’ultimo gli garantisca l’usato e possa aver avuto una certa cura nel verificare le condizioni di tale usato.
    Invece si scopre che spesso le concessionarie sono dei semplici mezzi di passaggio… o peggio ancora dei farabutti che tolgono chilometri alla vettura.

  6. Chissà se qualche officina indipendente ma ben attrezzata dal punto di vista dell’ elettronica per diagnosi può offrire il servizio di interrogazione della centralina, sarebbe un bel business…

  7. Chiedo scusa, ma non capisco perchè il salonista non dovrebbe pagare. Si tratta di “rischi del mestiere” che i salonisti conoscono molto bene e che sanno bene come evitare o come “valorizzare”. Anzi, rincarerei la dose: dovrebbe esserci l’inasprimento delle sanzioni PENALI per questi “Professionisti dell’auto”. Questa dei Km è una cosa vergognosa che deve finire!

  8. Vorrei segnalare un caso analogo,occorso acquistando una range rover in un salone di Pinerolo,TO,oltre ad essere stata schilometrata di circa 70.000 km. l’auto era pure incidentata e con il turbo da sostituire.Il venditore si e’ reso irreperibile e si e’ dovuto ricorrere alle vie legali.

  9. Stessa cosa è capitata a me, presso una concessionaria Fiat di Treviso. Nel piazzale in cui la medesima concessionaria detiene l’usato, diversi anni fa vidi una “bella” (per l’epoca) Citroen BX 1.4, le condizioni della carrozzeria lasciavano ben sperare ma quando mi avvicinai ed aprii lo sportello del guidatore e il contachilometri segnava 198.000 km !!!! ….. lasciai perdere.

    Circa una settimana dopo, sempre alla ricerca di un’usato, con un’amico, capitai ancora presso la medesima concessionaria, lo stesso mi fece notare la MEDESIMA AUTO di cui sopra, ancora ferma nella stessa piazzola, ma aprii quindi ancora lo sportello per fargli “notare” i chilometri e …… SORPRESA !!!!! il contachilometri NON segnava più 198.000 km. come la settimana prima, ma “solo” 75.000 km. !!!!!

    Però, che “cura dimagrante”, stando ferma una settimana presso il concessionario di cui sopra, l’ auto era “ringiovanita” di quasi 125.000 km.

    Stessa cosa con una LANCIA Dedra, sempre presente presso lo stesso, il contachilometri segnava 68.000 km. !!!! …… ma si erano dimenticati di togliere l’etichetta del cambio olio sulla portiera che oltre alla data riportava anche i chilometri dell’ ulltimo cambio olio e cioè di 150.000 km.

    Non ho più rimesso piede in quel “concessionario”.

  10. Leggendo questo articolo dei kilometri scaricati non mi meraviglio, anzi. Trovo la pratica di scaricare i km uno schifo da parte delle concessionarie e dei meccanici che fanno questi interventi. Non degno di chi si fa poi chiamare tecnico o professionista. Codesta pratica è di uso comune in tutte le concessionarie e officine. Quando ho cambiato la mia ultima auto la concessionaria mi ha chiesto di non rivelare il kilometraggio a chi eventualmente me l’avesse chiesto. Ma se per caso qualche acquirente mi avesse interpellato per avere delucidazioni in merito non avrei taciuto e l’avrei avvisato dicendogli la verità.

  11. Se il salonista è un truffatore è bene che paghi.
    Tuttavia ci sono dei salonisti che vengono truffati, cioè i km. vengono “puliti” prima della consegna della vettura, dai soliti meccanici amici.

    Per cautelarsi con zero spese il salonista potrebbe pretendere da chi gli consegna la vettura la sottoscrizione della veridicità del chilometraggio da tachimetro.
    Per es. “L’auto viene consegnata in data 01/02/2012 con tachimetro riportante 125.000 km.”.

    Per lo meno, in caso di truffa, il salonista si potrà rifare sul proprietario precedente.

  12. A parte il fatto che il salonista potrebbe anche aver schilometrato ( e da quanto mi risulta tutti i salonisti schilometrano le auto) mi sembra giusto che chi vende un prodotto lo conosca fino in fondo e lo garantisca. Qui non siamo in presenza di un difetto che il venditore non poteva conoscere ma di qualcosa che il venditore DOVEVA sapere!

  13. Lo schilometraggio negli autosaloni è come il doping nel ciclismo: non se ne salva uno.

  14. Tutti bravi,vedo. Dagli al salonista. Doveva sapere.
    mi spiegate come si fa,cari saputelli? Ci sono auto che hanno 180000 km,magari fatti tutti in autostrada,tenute bene,che sembrano avere la meta’ dei chilometri che hanno.
    E se il proprietario ha fatto la manutenzione presso un meccanico generico,dove le troviamo le prove dei km in piu’?
    Ma sapete quanti privati scalano i km prima di darla in permuta?
    Se un auto ha 5 proprietari,magari sparsi per l’Italia,li rintracciamo tutti per sapere quanti km ha?
    La teoria e’ bella,ma la pratica e’ diversa.
    Non voglio assolvere chi scala i km,ma farvi rendere conto che vendere auto e’ complicato.sempre di piu’.
    E imparate a documentarvi prima di scrivere stupidaggini

    • Ci può essere il salonista in buona fede ma quando è un comune utente a scoprire cose che il salonista non si è nemmeno impegnato di cercare…beh, questo fa riflettere.
      Chi vende auto usate per mestiere dovrebbe fare tutto quanto è possibile per risalire alla storia dell’auto. Non basta dire “io non ho schilometrato” per dire di aver fatto bene il proprio mestiere.
      Se poi è impossibile risalire alla storia dell’auto ok, è in buona fede. Ma se alla reale storia ci riesce a risalire il semplice cittadino mi sorge spontanea la domanda: il venditore, che lo fa di lavoro, non era in grado di riuscirci?

      • Secondo me il salonista sapeva,perche’ l’auto aveva molti km in piu’,e molti km si notano
        ma secondo te ogni volta che si prende una permuta si puo’ fare un’indagine?,si decide in pochi minuti,mica si puo’ far attendere il cliente tre giorni

  15. HO smesso di credere ai venditori di auto usate !!

  16. nel mondo dell’auto ci sono molti “furbetti” o finti “sprovveduti” , è necessario difendersi, NON COMPRIAMO PIU’ AUTO E NON COMPRIAMO PIU’ RIVISTE DEL SETTORE AUTO, DIAMO UN SEGNALE FINALMENTE

  17. @gianni 63: il salonista sapeva sicuramente della schilometrata sia se l’aveva fatta personalmente sia se l’aveva fatta il proprietario da un meccanico privato in quanto il computer di bordo registra tutte le modiche che vengono fatte e queste appaiono appena inserisci la presa ODB del computer. E’ impossibile cancellare le tracce della memoria in quanto è una sicurezza per ritornare ai parametri normali quando vengono fatte delle modiche. Per evitare di essere scoperti bisognerebbe cambiare il computer di bordo ma questo è impossibile per un comune meccanico perchè bisognerebbe cambiare tutti i cablaggi ai sensori in giro per l’auto ma anche questo sarebbe sospetto!

  18. Ogni tanto Mario Rossi ci dà anche delle buone notizie, meglio così. Spero che non siano tutto così, io comunque mi sono sempre trovato meglio tra privati e credo che continuerò su questa strada.

 

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