Aveva messo le mani avanti, prima delle feste di fine anno, Jacques Bousquet: “con un mercato decisamente depresso, dal 2008 al 2013 le reti dei concessionari delle case potranno perdere anche il 30% delle loro strutture di vendita”, aveva detto il presidente dell’Unrae, l’associazione delle Case estere in Italia, il 15 dicembre 2011.
Il 21 gennaio 2012 è stata la volta di Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, la federazione delle associazioni di concessionarie delle Case automobilistiche. “Il settore, se non si interviene subito, va incontro a un disastro annunciato, che somiglia allo scoglio dell’Isola del Giglio: chiuderanno centinaia di concessionarie, distribuite in modo uniforme sul territorio nazionale, e verranno bruciati almeno 45.000 posti di lavoro”.
Il 24 gennaio 2012 Tommaso Bortomiol, project manager di Quintegia, società di ricerca e formazione sul settore automobilistico, ha detto che tra il 2010 e il 2011 ben 525 mandati su 3.500 sono andati perduti e che “fino a giugno del 2013 ci attendiamo un ulteriore assestamento della rete di distribuzione”.
L’1 febbraio, poi, sono arrivati i dati delle immatricolazioni di gennaio (-16,9%). E poi quelli dei passaggi di proprietà di vetture usate (-4,3%)…
Poveri concessionari. Ma soprattutto poveri clienti. Sia chiaro, non voglio essere pessimista né “allarmista”, ma mi chiedo: con che coraggio, in questo 2012, gli italiani staccheranno assegni di caparra per auto dai tempi di consegna medio-lunghi sapendo che, come dice Pavan Bernacchi, “chiuderanno centinaia di concessionarie” e che, quindi, il rischio di trovarsi senza macchina e senza caparra potrebbe essere alto?
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Caro Mario,
innanzitutto mi duole farti presente un tuo piccolo errorino: molto probabilmente le dichiarazioni di Filippo Pavan Bernacchi siano state fatte nel gennaio 2012, e non nel 2011 (parlando dello scoglio del Giglio non credo che possa essere un indovino). Ad ogni modo perdona la mia pignoleria.
Tornando seri, non si tratta di essere allarmisti, quanto piuttosto realisti e pragmatici nel dire che gli italiani si prodigheranno sempre di meno in acquisti esosi e non strettamente necessari. Certo, ci sarà sempre chi avrà la necessità di acquistare un veicolo, ma anche questi credo che si rivolgeranno sempre più spesso al mercato dell’usato, o al massimo, del “pronta consegna”, proprio per evitare spiacevoli sorprese.
Buona giornata e buon lavoro
2012 ovviamente, grazie
E’ un problema grosso, caro Rossi, che si è ingigantito negli ultimi anni, ma era presente (in minor misura) anche nel 2006, quando ho acquistato la mia attuale citycar (Peugeot 107 5p. Plaisir): anch’io ho rischiato molto, visto che pochi mesi dopo l’acquisto la concessionaria che me l’ha venduta ha chiuso i battenti…A quel tempo possedevo un’altra citycar, la Saxo 1.1 5p. SX del gennaio ’97 e, avendo ormai più di 180.000 km. sulle spalle (ma andava ancora come una scheggia: si fa per dire ovviamente…), decisi di sostituirla con un’altra Citroen, la C1. Recandomi dallo stesso concessionario, quest’ultimo mi valutò la Saxo e mi propose, dandola in permuta, l’acquisto della C1 per 10.000 €. Per curiosità volli sentire anche quanto mi avrebbe proposto il concessionario Peugeot della mia città (Autogori, oggi fallita) se avessi acquistato la 107: miracolo! solo 8500 €…Affare fatto e contratto stipulato immediatamente: tempo di consegna previsto: poco più di 2 mesi. Infatti il contratto fu stipulato il 24 giugno 2006 e la consegna prevista per il settembre successivo. La consegna effettiva della vettura immatricolata è avvenuta, invece, il 20 novembre 2006, con oltre due mesi di ritardo: il concessionario accampava scuse dichiarando che la vettura era molto richiesta (?) e rimandandomi di settimana in settimana…Devo dire che mi è andata bene: infatti era già in corso, a mia insaputa, la procedura fallimentare (una sera di ottobre, che sarebbe stata tanto cara al poeta Giovanni Pascoli, essendomi recato in concessionaria per protestare per l’ennesimo ritardo vidi uscire due ufficiali della Guardia di Finanza e, subito dietro, il titolare della concessionaria con un volto terreo e madido di sudore…avrei dovuto immaginare ciò che stava accadendo, ma tant’è!) e avrei potuto perdere la mia caparra versata al momento del contratto (non molto, per la verità, ma sempre un migliaio di euro!)…Alle mie minacce di adire le vie legali chiedendo la risoluzione del contratto per inadempimento il titolare mi rispose che avrebbe effettuato la consegna, come poi è effettivamente avvenuto, nel mese di novembre procurandosi l’auto nuova presso un concessionario Peugeot di un’altra regione con il quale intratteneva rapporti di scambio (?) di veicoli, secondo le esigenze: era chiaro che la Peugeot aveva già tolto il mandato di vendita all’Autogori (la prova la ebbi qualche giorno dopo la consegna, quando una gentile operatrice della Peugeot Italia di Milano mi telefonò chiedendomi il trattamento che avevo ricevuto dalla concessionaria a cui mi ero rivolto…).
Per farla breve: è andato tutto bene, con la consegna regolarmente avvenuta, anche se con un certo ritardo. Ma quanti altri, clienti di quella concessionaria, hanno perso la loro caparra e non hanno ottenuto la consegna dell’auto desiderata?
Oggi il problema è aumentato di molto, vista la recrudescenza della crisi economica…Un consiglio a tutti: diffidate delle proposte “troppo” allettanti: io stesso avrei dovuto capire che, data la concorrenza, una riduzione di ben il 15% del prezzo (8500 € invece che 10.000 €) per, in pratica, la stessa citycar con marchio diverso ma degli stessi valore e accessori, fosse molto sospetta…Altri avranno sicuramente “pagato” questa imprudenza…A volte però chi sta per fallire non si comporta in questo modo, cercando di ottenere facilmente liquidità in tempi brevi, e, pertanto, anche usando l’ordinaria diligenza, non è facile rendersi conto di quello che sta per accadere: oggi, più che mai, il problema si pone in termini sempre più drammatici…
Ma, per uscire dalla crisi, bisogna comprare e non aspettare: mai come adesso, facendo ciò, bisogna intrecciare contemporaneamente le dita della mano sperando nella buona sorte…
Cordialmente
Salvatore
non rimpiango certi saloni coi venditori dalle scarpette di vernice che non sapevano nulla di ciò che vendevano tranne tirar fuori il libro con i finanziamenti. Saluti.
Siamo tutti sulla stessa barca e i concessionari che chiudono devono avere lo stesso trattamento (da parte del Governo) che viene dato ai lavoratori dipendenti che perdono il lavoro. Se venisse fatto un trattamento di favore saremmo di fronte alla solita ingiustizia all’italiana……. ooops ma forse arrivo tardi, forse mi sono perso qualcosa……
Comunque, quelli che non chiudono ma, riescono a “tirare a campare”, devono considerarsi fortunati e non hanno (oggi con questa crisi ovviamente) diritto di lamentarsi.
C’è chi sta molto peggio.
Vorrei che in questo paese si smettesse di lamentarsi sempre e per far questo è necessario che queste lamentele non paghino!
Già, il rischio di trovarsi con la concessionaria chiusa ad ordine in corso è veramente un rischio reale.
Domanda: se lo stabilimento ha l’auto già avviata nella sua costruzione, cosa succede in caso di fallimento della concessionaria che ha venduto tale vettura?
Viene automaticamente assegnata ad un’altra concessionaria e diverso futuro proprietario?
O il futuro proprietario viene indirizzato alla nuova concessionaria?
Il mercato è im continua evoluzione così come i gusti e le esigenze dei consumatori. SIcuramente le motivazioni di questo crisi delle concessionarie sono molte ma vorrei ricordarne una su tutte: le case hanno lanciato prodotti “fuori tema” sparando dalla parte opposta rispetto a ciò che voleva il pubblico. Auto inutilmente più grosse, inutilmente più pesanti, inutilmente più potenti e quindi inutilmente più costose. E poi, quell’atteggiamento anacronistico del venditore che resta sempre sulle sue posizioni e che affronta sempre più spesso il cliente quasi come fosse un dispiacere…..
Ultima osservazione: per caso mi state dicendo che in un futuro non molto distante acquisteremo le auto direttamente dalla casa madre? Via internet? Basterà un configuratore a sostituire una concessionaria? Molto probabile.
Spero proprio che ciò non avvenga. Sarò anacronistico, nostalgico, vecchio dentro, ma volete mettere il piacere (almeno così la vedo io) di andare in concessionaria, ammirare l’auto dal vivo, provarla, avere un approccio più umano con il venditore (sempre che questo sappia fare il suo lavoro, cosa che in sempre più casi non avviene). Cioè, comprare un’auto dopo averla vista attraverso il monitor di un computer non è come acquistare una borsa, un libro, un dvd, etc… L’auto è qualcosa di più di un semplice oggetto.
A me piacerebbe fosse così.
Magari con un sito strutturato in maniera tale da poter seguire i vari passaggi nella produzione della propria vettura.
Magari con prezzi fissi ma VERI!!! Non gonfiati in modo da reggere gli sconti che devono concedere i concessionari.
Con un listino, quindi, che riporterebbe quello che adesso è il prezzo di vendita per i concessionari, non l’attuale per il pubblico.
Anche io comprerei benissimo la macchina direttamente dalla casa madre… A parte forse la comodita’ di dare l’ usato in permuta… Come tutte le cose acquistate senza intermediari, potrebbero anche costare meno… Per quanto riguarda conoscere l’ auto che si sta per acquistare… Su 4R di informazioni e foto e giudizi (magari addirittura una prova su strada…) c’e ne sono a sufficienza… Peraltro, in occasione del mio ultimo acquisto, mi sono trovato molto bene con il “mio” venditore: abbastanza competente (naturalmente io sapevo “tutto” della C3 che stavo per acquistare…) e gentile, oltre che disponibile a discure con me di vari dettagli di allestimento ed eventuali facilitazioni di acquisto (alla fine, pagai in contanti con un discreto sconto + un’ estensione di garanzia…). E’ anche vero, pero’, che in occasione di altre visite nelle stessa concessionaria, per dare un’ occhiata a nuove auto, altri venditori sono stati scontrosi e restii a dare informazioni: sembrava dessi loro fastidio… ed invece potevo potenzialmente dare da mangiare ai loro figli.. (e’ anche vero che in tali occasioni non avevo alcuna intenzione di comprare… Che se ne fossero accorti ???). Ciao a tutti! Bruno
Da quello che so io, se compri un auto da un concessionario ufficiale, in caso di chiusura di quest’ultimo la casa madre garantisce la consegna del veicolo presso un’altra qualsiasi delle sue concessionarie. Lo so perché questo inconveniente mi è appena successo! Sotto questo aspetto, quindi, i clienti non dovrebbero correre alcun rischio. Il problema è invece quando si compra da un multimarche. Lì il rischio esiste eccome…
Ricordo bene quando a inizio ottobre scorso il signor Jacques Bousquet, insieme a Eugenio Razelli – Presidente di ANFIA e Filippo Pavan Bernacchi – Presidente di Federauto plaudirono ai blocchi del traffico in Lombardia per le auto più inquinanti, motivando la presa di posizione con ‘…una mossa positiva ai fini del miglioramento della qualità dell’aria, nel rispetto dell’ambiente e a tutela della salute dei cittadini.’, mentre il vero motivo è facilmente immaginabile. Lor signori evidentemente sono molto lontani dalle difficoltà di tante famiglie nel mantenere l’auto, figurarsi a comprarne una nuova. Non gli è passato neanche per la testa di chiedere con forza una diminuzione della pressione fiscale sull’auto, in modo da favorire liberamente (cosa importante, contrariamente alle odiose imposizioni) il fisiologico ricambio. E adesso che sono in difficoltà non posso nascondere che, almeno a livello emotivo (si sa, al cuore non si comanda), un sottile piacere mi pervade. E’ chiaro che a mente fredda poi sono dispiaciuto se il mercato tira poco, non certo per i tre intelligentoni, ma per tutti i lavoratori a rischio e per l’economia in generale. E poi, come non capire che le brillanti idee governative in materia hanno peggiorato la situazione? Tutto spinge a rimandare l’acquisto a tempo indefinito, contenti loro…. Se poi si aggiungono altri geni locali tipo Pisapia e Renzi, il quale ha detto che entro il 2016 a Firenze entreranno solo le auto elettriche, non le ibride, ma le elettriche al 100%, ovvero quelle ciofeche costosissime e quasi inutili almeno per quello che offrono ora. E così, quando mi ero quasi deciso a comprare un’auto nuova a metano, ecco che ho fatto immediatamente marcia indietro. E suppongo che uscite di questo tipo facciano desistere non pochi potenziali clienti. Concludendo si può dire che non passa giorno che non ci sia un nuovo motivo per restare conservativi. Se è così che si fa crescere l’Italia….
Anche a me sembra che i concessionari siano anche loro in parte vittime, come gli acquirenti, delle case automobilistiche. Perchè?
Perchè mi sembra che queste siano come delle entità astratte dalla realtà …
tutti vedono come va l’economia, qual è il sempre minore di acquisto delle persone normali, ma le case propongono sempre auto + potenti ma non + parche nei consumi … al limite usano i palliativi dei Gpl o metano, continuano ad aumentare i prezzi delle auto, SUV, auto di nicchia, ecc … e questo per rimanere dalla parte degli acquirenti.
Mentre sui concessionari mi sembra che a volte i costruttori scarichino in parte il loro rischio di impresa … cioè, con la scusa del budget e dello sconto in base allo scaglione, beh … loro ti rifilano le auto prodotte … poi son problemi tuoi a venderle.
e qui nascono parte dei problemi dei concessionari: avere costi (acquisto auto e gestione concessionaria) … ma non riuscire a vendere … beh … come sempre il GRANDE cannibalizza il + PICCOLO (con il rischio che questo si ripercuota poi verso il consumatore finale).
Però i costruttori fanno la voce “grossa” per sbolognare il prodotto … ma se infischiano bellamente quando tolgono la rappresentanza … cioè come obbligano a fare il volume di vendita, come mai non applicano la stessa “forza” nel far eliminare i loghi dal concessionario???
Per me, tutti i problemi nascono sempre dalla “testa” … (certo poi se anche gli altri ci mettono del loro …) …perciò la prima cosa da cambiare sarebbe proprio chi gestisce il settore automobilistico!
Saluti
E io ingenuamente mi chiedo, invece di appellarsi ad oscure ed astratte personalità (qualcuno deve intervenire… chi scusate? quelli che sono intervenuti se rimanevano con le mani in tasca avrebbero fatto un favore a tutti, nessuno escluso) e lamentarsi poi che i clienti non ci sono… abbassare seriamente i prezzi delle auto? Evitare gli sconti “giusto perché sei te” e spiattellarti il prezzo dell’auto vero? (quindi al netto degli sconti, senza chiamarli sconti)
Anche la Punto “nuova”, io col cavolo che pagherei il twinair 12.000 euro (ok, stimati, 11.900, non vedo la differenza, tanto tra messa in strada – che me ce la posso portare anche da solo se mi deve costare cotanti euro – e tasse e tassucole si va oltre i 12 mila) per un auto del genere, non perché è una Fiat, ma perché per un’auto del genere mi paiono un po’ tanti… giusto per dire, poi ci sono anche casi più eclatanti, ma parlando del “nuovo” (è dovuto su un’auto che ha sette anni e il cui successore, ammesso che ci sia, continua a perdere il treno), con tutta ‘sta crisi forse la rivoluzione maggiore sarebbe avere dei prezzi che rendano l’auto quello che effettivamente è: un bene “di massa”.
da quando hanno (governo Berlusconi-Bossi) tolto gli incentivi per rottamazione auto il mercato è tutto fermo… Spero che Monti reintroduce gli incentivi per muovere e migliorare il mercato dell’automobilismo….
Altra causa le troppe tasse sull’auto: tantissime accise (maggior parte di qualke secolo fa) sulla benzina; Ipt sul nuovo e usato; continui aumenti della rca anche se nn fa incidenti; bollo, superbollo, sottobollo e altre tasse come revisione auto, ecc…
No no, per carità. Niente incentivi. Ricadono anche su chi non compra una vettura nuova e drogano il mercato.
L’incentivo dev’essere il dare respiro a chi acquista una vettura nuova, indipendentemente da classe di inquinamento e minchiate varie.
L’IPT calcolata in questo modo non ha senso. Ancora meno senso ha la libertà data alle provincie di poter aumentare fino al 30% questa tassa. Ovviamente, nelle tabelle, l’elenco più lungo è nella casella del 30%.
Le assicurazioni dovrebbero essere più premianti ed il bollo andrebbe rivisto in modo da non penalizzare chi ha auto vecchie per necessità.
E poi basta aumentare i carburanti per ogni minchiata che succede. Tra un po metteranno anche l’accisa per la cura del giardino di casa.
mi permetto di dissentire, a mio parere gli incentivi hanno solamente peggiorato la situazione. si segue la tipica logica italiota degli interventi straordinari piuttosto che di tipo strutturale e mirato, ovviamente concordo nella necessita´ di ridurre il peso di tasse e accise che gravano sull´automobilista, credo tuttavia che non sia piú una prioritá di chi ci governa.
si vede anche dal numero di commenti quanto interssi l’argomento. Non si sentirà la mancanza dei concessionari, resteranno cattedrali con piazzali pieni di sterpi. Attendo nel fine settimana qualche commento più aggressivo o commenti di chi è rimasto vittima, sia lavoratore che acquirente.
scusate volevo dire incentivi rottamazione inteso come sconto sull’iva su TUTTE le auto (tranne auto di potenza superiore a 150 – 180 cv) e non incentivi come ha fatto Belusconi sulle auto di piccola cilindrata…. Propongo incentivi a percentuale decrescente in base al tipo di auto: sconto sull’Iva del 15% su citycar, 10% su segmento B, 5% su segmento C e D. Ke ne pensate????
Sconto d’IVA. Avrebbe una logica… ma se mi scrivi che deve essere per tutte le vetture allora tale deve essere. Piuttosto mettiamo lo sconto a fasce di prezzo, non a potenza. Utilizziamo un parametro che misuri la potenzialità economica dell’acquirente. Il problema però, nella testa bacata di chi ci governa, è che sono abituati a non vedere diminuire nemmeno una tassa. Quindi si sentirebbero obbligati a reintegrare il calo d’IVA con qualcos’altro. Vaglielo a spiegare che in realtà gli introiti aumentano lo stesso. Vagli a spiegare che è meglio un introito minore moltiplicato per tante vendite piuttosto che un introito maggiore sulla singola unità ma mercato fermo, crisi, disoccupazione e, quindi, introiti totali minori. Poi tra Stato e petrolieri i carburanti aumentano costantemente. Ogni emergenza (anche finta) viene utilizzata come scusa per aumentare le tasse sull’auto. L’ecologia (di cui ai politici non gliene frega una mazza) viene utilizzata come scusa per colpire gli automobilisti. E’ un mondo in cui si ha il terrore di acquistare una vettura più emozionale perchè un domani ti inventano una tassa tipo “20€ al kw se supera i 100kw”. A questo punto mi chiedo…. ma chi la compra un’auto? Al massimo venderanno qualche utilitaria ma, anche di queste, ne venderanno poche perchè il ceto che se le poteva permettere lo stanno estinguendo. Chi si poteva comprare una sportiva ed una media rischia di potersi permettere al massimo una utilitaria. Chi si poteva permettere una Porsche… continua a comprarsi una Porsche. Poi si lamentano della crisi? I prezzi aumentano continuamente…. poi si lamentano che non vendono? I concessionari sono pieni di furbacchioni che gettano cacca su tutta la categoria…. poi si lamentano che la gente non ha fiducia? E’ il sistema che non va. Prima di tutto si dovrebbe ridare fiducia all’auto smettendola di trattarla come il peggiore dei demoni. Secondo bisognerebbe detassare le auto, tranne quelle veramente di lusso (si parla di roba paragonabile al prezzo di un piccolo appartamento) in modo da rifar partire l’economia che ruota attorno a questo settore. Qui non è questione di amare le auto o meno. Qua è questione di accettare l’idea che una grossa percentuale del PIL e dell’occupazione nazionale ruota attorno al settore auto. Un industria che impegna fonderie, industrie chimiche, manifatturiero, trasporti e rete vendita. E non è vendendo le poche utilitarie ultra ecologiche che si fa vivere l’industria automobilistica.
penso che dal punto di vista pratico avrebbero lo stesso identico effetto degli incentivi del governo Berlusconi, con in più il problema di capire i confini tra i segmenti. Inoltre l’incentivo a percentuale privilegerebbe le auto premium tipo A1 e Mini, per intenderci. Il fatto poi di differenziare le percentuali in base alla categoria automaticamente riproporrebbe un incentivo maggiore sulle auto di piccola cilindrata, che mi pare di aver capito che a te non piaccia. Risultato: drogano il mercato. Si vuole incentivare il cambio auto? Semplice: smetterla di far passare l’equazione auto=pollo da spennare come buona e giusta. Perchè tra perdita di valore nell’usato, costi di gestione (ricambi, bollo, assicurazione ecc) sempre crescenti, tasse sull’acquisto (IVA e IPT), tasse sul passaggio di proprietà, costi del carburante alle stelle, costi delle autostrade sempre più alti, ecc.. ecc… a chi cavolo vuoi che venga in mente di concedersi un lusso quasi insostenibile? Ci si tiene quello che si ha e ci si arrangia.
Hai detto bene. Ad esempio io, se devo cambiare l’auto con una meno potente e più piccola, solo per tasse e politiche sbagliate… mi tengo la mia fino a che non sono costretto a cambiarla perchè cade a pezzi o perde i suoi requisiti di sicurezza. Con una politica diversa, forse, cambierei auto non solo per necessità ma anche per passione.
con i tempi che corrono e che correranno con i prossimi aumenti di IVA IMU , tasse accise . il problema dei concessionari ( troppi) e’ l’ultimo per noi italiani… hanno fatto soldi e molti con le vendite di auto stargate all’est il business e’ finito…signori starà sul mercato chi vende alla luce del sole.
Personalmente sono del parere che le concessionarie andrebberro sostituite ripristinando le famose Filiali , ora quasi sparite. Ci sarebbe maggior trasparenza nelle trattative, maggior fiducia della clientela e la sicurezza di avere come interlucutore durante la trattativa la Casa stessa costruttrice che, nonostante tutto, agli occhi della clientela è motivo di maggior fiducia. ( almeno fino a prova contraria) Non la schiera di “filibustieri” operatori del settore che aprono e chiudono le concessionarie in un amen. Non tutti ovviamente.
Interessante considerazione sulla caparra. Ma non dimentichiamo che i Concessionari sono soliti richiedere il saldo dell’auto prima dell’immatricolazione, cioè circa una decina di giorni prima della consegna. Anche questo breve lasso di tempo non eslude il rischio. Bisognerebbe pretendere delle garanzie quando si versano importi in anticipo rispetto alla consegna del bene (ma quale banca oggi rilascerebbe fidejussioni a garanzia degli anticipi da clienti?). Credo che l’unica via di uscita sia quella di dare il meno possibile all’ordine e versare il saldo contestualmente all’immatricolazione.
Carissimo dott. Rossi, leggo moltissimi Blog ma raramente comemnto anche perchè spesso si trovano veri e propri cori da stadio. Ma leggere il suo articolo già dal titolo Poveri Concessionari, mi fa saltare dalla sedia, e poi mi cita Unrae, Federauto… La verità è completamente diversa da quella che si vuol far apparire. Unrae, ha saputo solo fare presssione sul Governo passato epr avere 65 MLN di eruo di finanziamento per l’elettrico…poca cosa, anche se l’unica case che ne usufruirà sarà Renault (e forse Opel), guarda caso proprio da dove proviene Bousquet. federauto si mette a difendere, contro il direttaore Cavicchi, la categoria che lo sappiamo tutti pecca di profesioanlità da tutti i lati, e non è colpa dei soli concessionari. Che poi siano “poveri” mi sembra una favola…tutti i vecchi concessionari, sono passati dalle stalle alle stelle in un decennio grazie a compiacenti Case Automobilistiche. Se molti di questi sono in fallimento la colpa è di due aspetti che tutti fanno finta di non vedere. 1) Fallimentare Sviluppo Rete delle case automobilistiche 2) Finanza creativa (mi scoccia citarmi ma per una più approfondita analisi: wwwautomotivespace.it/auto/i-debiti-dei-dealers-e-i-maghi-della-finanza-creativa) e qui spiego in dettaglio perchè e come le azinde chiudono e non consegnao le auto! Questo è lo stato dell’arte…mi auguro che non venga cestinato questo commento…
Caro pietmon,
e perché mai avrebbe dovuto essere cestinato? Non ci sono insulti e non è off-topic. E poi quello che dice è assolutamente condivisibile. Il mio “articolo” era (è) solo un modo per accennare ai rischi che corre chi, oggi, compra una macchina nuova dai tempi di consegna medio-lunghi. Se è vero, come è vero, quello che dicono tutti questi “soloni” della distribuzione automobilistica, cioè che centinaia di concessionarie sono a rischio chiusura nel 2012, i rischi per chi compra aumentano sensibilmente.
Però è vero, il titolo giusto avrebbe dovuto essere: “Poveri concessionari? Poveri clienti!”.
Mario Rossi
Salve dott. Rossi,
non conoscendo la Vs policy aziendale, pennsavo non fosse possibile linkare articoli esterni al blog, tutto qua.
Grazie della parole che ha voluto rivolgermi.
Giusto per mettere un pò di benzina sul fuoco….che bello che sarebbe se Federauto, invece di difendere l’indifendibile, andasse dal governo a chiedere maggiore rigore per le concessioni della Motorizzazione Civile, sai quanti catorci in meno in giro e quante vendite in più ci sarebbero?…ah ma dimenticavo le Motorizzazioni sono provinciali…bene visto che si è fatto fotografare con il Pres,. del Veneto sul mensile di Federauto, sarà ancora più facile!!!
Per cortesia Fatti non parole….
Io direi che, come ho fatto in passato, si deve dare un acconto minimo, e il saldo, magari con finanziamento ( che puoi in certi casi bloccare se il bene non ti viene consegnato ) che si può anche estinguere in anticipo, alla consegna, quando giro le chiavi nel quadro e vado via con l’ auto nuova. ( Tu vedere soldi, io vedere cammello… ).Mi dai la vettura già immatricolata, altrimenti amici come prima!
Le colpe della situazione, se si può usare questo termine, sono equamente distribuite: 1) i produttori impongono obiettivi di vendita irrealistici, e scaricano sui concessionari anche il prodotto invendibile, come quantità e tipologia; 2) molti concessionari, nell’ebrezza degli incentivi, si sono lasciati andare a spese esagerate soprattutto per sedi faraoniche, trascurando in parallelo il cliente nel post-vendita; 3) i governi, di ogni colore, continuano a spremere gli automobilisti come limoni, anche se il succo che potevano dare è ormai finito. Conclusioni: come dopo una sbornia, dovremo ripartire da basi più adeguate: il mercato italiano ed europeo è solo di sostituzione, ed in Italia penso sia ragionevole vendere 1.600.000-1.800.000 vetture all’anno, a seconda del ciclo economico (recessione o espansione). La rete di vendita dovrà ricalibrarsi per questo trend, dopo aver digerito l’assurda indigestione di km0: sono in giro, da vendere, auto immatricolate nel 2009 o nel 2010 sotto questa veste. Mi dispiace, ma vedo così l’attuale situazione
Buon giorno a tutti, premetto che sono più o meno d’accordo con tutti i commenti. Il mercato continuerà ad andar sempre peggio, è logico per la stessa psicologia umana, tempi di recessione, costi sempre più alti, ed i furbi che continuano (vedi assicurazioni, petrolieri ecc., gestori autostrade) a prendere per il collo tutto il settore, compresi a maggior ragione i clienti. Io stesso ho avuto una punto 75 sx di 17 anni, che con tutte le necessarie manutenzioni dopo i primi 10 anni, anche piuttosto costose, trasormazione a GPL ecc. l’ho rottamata solo per sopravvenuto incidente. Ora usiamo solo la macchina di mia moglie una nissan micra 1300 del giugno 2000 con soli 65.000 km, e la spremeremo sino all’ultima forza vitale. Sono un motociclista ed alterno anche la moto, che usiamo per le vacanze estive. Nel senso che pur avendo i soldi per cambiarla l’auto non la cambieremo, per i motivi anzi detti, troppa pressione negativa sull’auto. E perchè di tutti gli autovelox per fare grano, che mettono tutti i comuni? E le multe a volte date anche a sproposito? Quindi logicamente si rimanda e forse ci si perde tutti anche lo stato e gli enti pubblici. LAmps
Dimenticavo, sono di Genova e qui il sindaco uscente ha messo i parcheggi blu a pagamento OVUNQUE. Come ti muovi sono circa 2,50 l’ora nelle zone prossime al centro. Ci sono praticamente anche sotto casa, ed oggi per avere l’auto per strada devi pagare un ulteriore balzello….
E chi se la compra l’auto nuova…..
con 2,50€/ora, a Stoccarda la puoi tenere in rimessa/silos.
4€/ora per tenerla sui parcheggi in strada a pagamento.
nota positiva: alcuni parcheggi a pagamento, in zone prossime al centro, la prima mezz’ora é gratis: ottimo per sbrigare brevi commissioni.
La prima mezzora gratis è una mossa intelligentissima.
Se vai in centro con l’auto tanto per fare una girata ci può anche stare di pagare il parcheggio.
Se è necessario andare per una breve commissione (spesso può essere scomodo portare oggetti in mano e sui mezzi pubblici) una mezzora può tranquillamente bastare.
ma perchè non diciamo che i “poveri concessionari” ogni volta che vai per dare dentro un’auto ti danno veramente due lire e ogni volta mille scuse,che poi quando la rivendono ci guadagnano un bel pò?facendo così non incentivano affatto la gente a cambiare auto,se poi ci si associa la crisi non mi meraviglio affatto di questi dati negativi di vendita…
Finalmente riesco a commentare. E’ vero quello che dice robby1954 sulle sedi faraoniche ma la differenza, come testimoniato da quattroruote un pò di tempo fa, è che le sedi le impongono le case. Sedi con vetrate enormi in contropendenza, sedi che costano tantissimo e che una volta che chiudi non le compra nessuno. In questo modo i concessionari devono pagare migliaia di euro in interessi e non riescono a sopravvivere. Quelle sedi enormi hanno senso se hai tanti marchi tipo un conce vicino a casa mia, alla fine i costi sono più o meno fissi e se hai tante auto hai anche tanto lavoro. Questo conce ha tante sedi e vende più marche, su alcune magari fa sconti su altre meno e in questo modo lavora alla grande, sono andato a fare il tagliando a dicembre e sono rimasto impressionato dall’enorme officina e dal numero di auto da riparare in piazzale. Perciò sono le case che vedendo vendite alte per gli incentivi hanno detto adesso ti imponiamo sedi enormi poi è arrivata la crisi e il casino. Ci sono poi case e case, alcune in caso di fallimento si sostituiscono al conce garantendo la consegna, altre dicono “il conce non ci ha pagato” e se ne fregano. Ci vorrebbe una burocrazia in cui tu paghi oggi e il concessionario direttamente o un’agenzia interna ti prepara targa e documenti in tempo reale, tu paghi e dopo un’ora esci dal conce con l’auto nuova e i documenti. Così lui non rischia e tu non rischi. Auto nuove non se ne parla la mia hyundai ha solo un anno e sopratutto con quel che costa l’assicurazione e il bollo me la tengo finchè va e credo che andrà a lungo. Il gas mi permette di risparmiare un pò ma spero di non dover spendere in futuro.
Ecco la ciliegina sulla torta,mancava la fobia di perdere la caparra (deposito cauzionale per i pignoli). La maggior parte delle case automobilistiche offre gratuitamente una protezione di tale importo tutelando l’acquirente e garantendo la consegna della vettura anche in caso di failure del rivenditore.Basterebbe leggere le condizioni di vendita che NESSUN CLIENTE legge quando si firmano i contratti (proposte d’acquisto sempre per la categoria sopraccitata) ed andrebbero lette anche prima di scrivere articoli.